L’AMMINISTRAZIONE E IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO (D.G.C.S.) parte sesta

Nazionale -

Il giorno 21 aprile alle ore 12,00 presso la sala “Briefing” della DGCS la scrivente O.S. - USB ha partecipato ad una riunione presieduta dal Direttore Generale della DGCS Min.Elisabetta Belloni nel corso della quale l’Amministrazione ha esposto alle OO.SS. il piano di riorganizzazione della Unità Tecnica Centrale. Il riassetto della UTC è la conseguenza della richiesta di trasferimento di 10 Esperti - ex trentini - dagli Uffici territoriali della DGCS alla Unità Tecnica Centrale.


Tale personale, tra l’altro, acquisirà immediatamente tutte le prerogative degli Esperti UTC - art. 12 L.49/87 - comprese le funzioni di Direttore UTL.


La riunione ha rappresentato anche l’occasione per comunicare la situazione di difficoltà in cui versa la DGCS. Negli ultimi anni i tagli operati in finanziaria hanno drasticamente ridotto le risorse economiche destinate al funzionamento della DGCS e, di conseguenza, la efficacia delle attività di Cooperazione. Se alle economie di bilancio vengono aggiunti i tagli effettuati ai contributi a favore delle istituzioni internazionali e, il rinnovato interesse di altre Amministrazioni (quella guidata da Tremonti in particolare) di acquisire una parte delle competenze della Cooperazione, il quadro è completo. Il trasferimento di personale (da DGCS a UTC), diversamente da quanto si potrebbepensare, non produrrà un rafforzamento della UTC bensì la definitiva perdita di funzioni e

prestigio della UTC e, probabilmente, in tendenza, la fine della Cooperazione stessa.


Secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale, infatti, il riassetto dell’UTC, come primo passo per la revisione organizzativa di tutta la Cooperazione, prevede anche il trasferimento di un congruo numero di unità appartenenti alla Terza Area Funzionale (ex C1; C2; C3) verso gli Uffici Territoriali, dissipando così in un attimo la gran parte delle esperienze professionali acquisite in anni di servizio in UTC. Inoltre, perpetuando un processo già in atto, alcune competenze della Unità Tecnica Centrale, relative alla gestione dei progetti, saranno ridistribuite ad altri Uffici DGCS. In particolare agli Uffici III, IV e V.


Riportiamo di seguito, in modo sintetico, le ulteriori argomentazioni esposte dall’Amministrazione nel corso della riunione:


  • I Direttori delle UTL gestiscono le rappresentanze locali senza una sufficiente formazione;

  • La conduzione delle UTL, negli anni passati, relativamente alla gestione dei contratti locali, ha determinato una serie di contenziosi legali di cui l’Amministrazione si sta facendo carico;

  • I ritardi nelle rendicontazioni dei progetti hanno costretto l’Amministrazione ad un lavoro straordinario con conseguente ricorso a personale specializzato esterno.

L' USB, indipendentemente dalle difficoltà rilevate dall’Amministrazione, ritiene che tutta la materia del riassetto organizzativo e del funzionamento della DGCS, e della UTC in particolare, debba essere l’oggetto di un dialogo tra le parti con l’istituzione di un apposito tavolo tecnico. Tale confronto dovrebbe poter giungere a una proposta complessiva di riforma della legge 49/87 che consideri le esigenze di tutte le categorie di personale in servizio nella DGCS.


L’approccio delle altre Organizzazioni Sindacali e dell’Amministrazione negli ultimi anni è stato quello di privilegiare una semplice logica settoriale. In particolare le OO.SS. confederali hanno rappresentato e tutelato soltanto una parte dei lavoratori della DGCS, gli “esperti UTC” (art. 12 Legge 49/87) e l’Amministrazione ha delegato (formalmente) le funzioni e i compiti tecnici della Cooperazione soltanto a tale categoria di personale.


E’ ormai chiaro a tutti che la realtà (di fatto) è profondamente diversa: l’operatività della DGCS è il risultato del servizio di c.a. 300 persone di cui il personale esperto artt. 12 e 16 della legge 49/87 rappresenta, con circa 60 unità, il 20%. Il rimanente’80% del totale è composto da personale di ruolo del MAE e da personale in posizione di comando da altre Amministrazioni dello Stato. Ricordiamo anche che tutto questo personale è contrattualizzato nella Pubblica Amministrazione e, ove compatibile, titolato alla attribuzione della responsabilità del procedimento Amministrativo.


La scelta perpetuata dall’Amministrazione e dai Sindacati CGIL, CISL e UIL di privilegiare la sola categoria degli Esperti UTC (compresi gli ex Trentini) ha prodotto una frammentazione degli interessi generali a scapito della funzionalità dell’intera Direzione della Cooperazione, creando potenzialmente tutte le condizioni per una dismissione o sottrazione di competenze che sino ad oggi hanno contraddistinto la DGCS.


La USB ha sempre sostenuto che il metodo migliore per affrontare i problemi della Cooperazione è quello di considerare l’insieme delle funzioni e delle competenze della Direzione a partire dal personale (tutto) che è composto, è utile ancora ricordarlo, da Diplomatici, Esperti UTC, personale di ruolo del MAE e personale comandato da altre Amministrazioni dello Stato. Ognuna di queste categorie svolge funzioni importanti nell’ambito dei compiti affidati alla struttura ed è parte, ripetiamo, di un insieme altamente professionalizzato.


Siamo assolutamente convinti che oggi, come mai prima d’ora, per la risoluzione dei problemi della Cooperazione Italiana, sia necessario e possibile pensare ad una soluzione d’insieme a partire dalle eccellenze (professionali e organizzative) presenti nella Direzione.


Tale convinzione si basa sulla proposta di un modello che, ottimizzando le potenzialità presenti oggi nella Direzione, permetta prima di tutto una razionalizzazione dei costi di funzionamento e di gestione dell’intera DGCS.


Diversamente, in mancanza di precisi segnali da parte dell’Amministrazione, saranno gli stessi operatori della Cooperazione (Esperti UTC, personale di ruolo MAE e comandati da altre Amministrazioni dello Stato) a farsi carico della tutela del patrimonio professionale e culturale della DGCS individuando le forme più opportune di mobilitazione.


La scrivente USB ribadisce ancora le seguenti proposte:


  • La modifica dall’art.12 della L. 49/87. Si richiede l’eliminazione della dicitura “di supporto” attribuita al personale di ruolo e comandato in servizio presso la UTC/DGCS;

  • La modifica dell’art. 13 della L. 49/87 ampliando l’organico del personale UTL; le modifiche degli articoli 12 e 13 della legge 49 del 1987 possono essere riproposte all’interno del Decreto Missioni - secondo semestre 2011.

  • Immissione nel ruolo MAE/DGCS del personale in posizione di comando da altre Amministrazioni dello Stato in servizio presso la cooperazione.

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