<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
    <rss version="2.0"
         xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
         xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
        <channel>
            <title>Rss Fedd affariesteri.usb.it</title>
            <link>https://affariesteri.usb.it/</link>
            <description>Le ultime notizie di affariesteri.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:39:31 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:39:31 +0200</lastBuildDate>
            
            <atom:link href="https://affariesteri.usb.it/rss.feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
            <generator>TYPO3 News extension</generator>
            
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-150143</guid>
                        <pubDate>Tue, 08 Oct 2024 14:17:11 +0200</pubDate>
                        <title>Basta scuse: USB abbandona il tavolo per il rinnovo del CCNL funzioni centrali, 31 ottobre sciopero generale del pubblico impiego</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/basta-scuse-usb-abbandona-il-tavolo-per-il-rinnovo-del-ccnl-funzioni-centrali-31-ottobre-sciopero-generale-del-pubblico-impiego-1421-1-1-3.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta di oggi per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali USB ha deciso di lasciare il tavolo di trattativa a causa dell’inadeguatezza delle risorse stanziate, che determinano una perdita del potere d’acquisto di oltre il 10%.</p>
<p>Nella congiuntura economica attuale il nodo degli aumenti è ineludibile e, seppure riteniamo che la contrattazione della parte normativa abbia un peso rilevante perché tratta dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, il primo diritto di tutti è quello ad un salario dignitoso che riconosca la funzione fondamentale svolta al servizio della popolazione. In un contratto a perdere come quello che si sta prefigurando, tale diritto viene negato. Per questo abbiamo ritenuto che, ad oggi, non ci fossero più le condizioni per continuare a trattare.</p>
<p>Questa perdita del potere d’acquisto dei salari che riguarda tutto il Pubblico Impiego, dalla Sanità alla Ricerca passando per la Scuola, l’Università fino alle Funzioni Locali, va a sommarsi a quella già realizzata con il blocco contrattuale del 2009. E disegna una prospettiva di impoverimento immediato per chi già nella PA lavora e un’ulteriore perdita di attrattività per le nuove generazioni che non avrebbero davvero motivi per scegliere un lavoro privo di gratificazioni di qualsiasi tipo, malpagato e che costringe spesso e volentieri a dover cambiare la propria residenza.</p>
<p>Se poi a tutto ciò si va ad aggiungere che nel piano di bilancio di medio termine i tagli alla Pubblica Amministrazione sono ancora una volta la soluzione individuata dal Governo per attuare il piano di rientro così come ci ha ordinato l’Europa, il futuro vede un ulteriore ridimensionamento del settore pubblico con il colpo di grazia sui servizi offerti ai cittadini.</p>
<p>Non è vero che non ci sono le risorse, si tratta di scelte. Non tassare gli extraprofitti e le grandi concentrazioni di capitale è una scelta, così come lo è aumentare le spese militari.</p>
<p>Rivendichiamo, a partire dal riconoscimento salariale, il ruolo e la funzione dei lavoratori e delle lavoratrici&nbsp;&nbsp; al servizio del Paese.&nbsp; Continueremo ad avere protagonismo contrattuale fuori dal tavolo, direttamente con il Governo, affinché a lavoratrici e lavoratori venga dato ciò che è dovuto! Quello che vogliamo è una contrattazione piena, che abbia nelle sue disponibilità anche le risorse economiche.</p>
<p>Il silenzio da parte del Governo rispetto alle reiterate richieste di USB in merito alla necessità di aumentare le risorse è già di per sé una risposta, la nostra sarà nelle piazze in particolare il 31 ottobre con lo sciopero generale della categoria di Pubblico Impiego con manifestazione a Roma.</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/_processed_/8/9/preview_46685a8cf8_USB_Abbandonareiltavolo_sito.jpg" length="52718223" type="video/mp4"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-149371</guid>
                        <pubDate>Mon, 05 Aug 2024 14:04:56 +0200</pubDate>
                        <title>Facciamo il punto sul Contratto delle Funzioni Centrali a partire da alcuni dati incontrovertibili</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/facciamo-il-punto-sul-contratto-delle-funzioni-centrali-a-partire-da-alcuni-dati-incontrovertibili-1408-1-5.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Approfittiamo della pausa estiva per fare il punto della situazione rispetto al rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali, da sempre paradigma del rinnovo dei contratti del pubblico impiego.</p>
<p>Molto si è detto e soprattutto si è scritto, in queste settimane, sia da parte sindacale che da parte datoriale, sul rinnovo ed in particolare sulla parte economica del contratto. <strong>Vogliamo in questa sede ristabilire qualche verità oggettiva</strong> da cui poi ripartire a settembre quando la trattativa inevitabilmente entrerà nel vivo.</p>
<p><strong>Tempi di rinnovo</strong>. Uno dei cavalli di battaglia impugnato dalle controparti, Governo e sindacati collaborazionisti, è quello dei tempi del rinnovo. Stiamo rinnovando il CCNL nell’ultimo anno del triennio, esattamente come è stato fatto nella precedente tornata (2019-2021), concluso con la firma della bozza nei primissimi giorni del 2022 e ancora meglio in quello 2016-2018 firmato definitivamente a febbraio 2018. <strong>Quindi non siamo in una tempistica così straordinaria come vorrebbe far credere la “narrazione” in chiave governativa per indorare la pillola; siamo viceversa purtroppo nella consuetudine di rinnovare i CCNL in prossimità della scadenza o, peggio ancora, a scadenza già avvenuta. Rivendicare questa tempistica come attenzione alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici, ci sembra francamente e veramente fuori luogo. </strong></p>
<p><strong>Inflazione e risorse stanziate.</strong> Chiaramente la protagonista di questa tornata contrattuale è l’altissima inflazione registrata nel triennio di riferimento. L’IPCA (indice dei prezzi depurato del costo dei beni energetici) nel triennio 2022-2024 è il 15,4%, a fronte del quale il Governo ha stanziato risorse pari ad aumenti medi del 5,78%. La perdita secca del potere d’acquisto è del 9,6%. Sono stati enunciati in qualche scritto gli aumenti dei precedenti rinnovi superiori di qualche decimale all’IPCA, quasi a dire che quei quattro soldi in più possano bilanciare la perdita del potere d’acquisto che si sta realizzando con questi rinnovi. Purtroppo, andando ancora qualche anno indietro ci si renderà conto che con il blocco del rinnovo contrattuale sono saltate due intere tornate producendo un ulteriore danno del 10,4% che si aggiunge a quello di questo contratto. <strong>USB dalla fine del blocco contrattuale, nel 2017, in splendida solitudine, non ha mai smesso di rivendicare aumenti che tenessero conto anche di quanto perso nei due trienni senza CCNL. </strong></p>
<p><strong>Aumenti medi.</strong> Sui giornali è circolata la cifra comunicata al tavolo da ARAN di aumenti pari a 159 euro lordi medi. Al momento, secondo le prime tabelle ARAN portate al tavolo si realizzerebbe un aumento dello stipendio tabellare rispettivamente 140 euro lordi al mese per l’area dei Funzionari, 116,10 per quella degli Assistenti e 110,40 per gli Operatori, uguali per tutti i settori che compongono il comparto. Questa distribuzione produrrebbe un avanzo pro-capite di 30 euro medi (59 euro per i lavoratori degli EPNE, 45 euro per quelli delle agenzie e 19 per quelli dei ministeri). Chiaramente sarà il tavolo a stabilire la destinazione di queste quote residue e non vi sono certezze alcune che queste andranno ad aumentare la parte fissa dei salari. Infatti, nell’ambito del fondo accessorio, potrebbero essere destinate a voci variabili e non dirette a tutto il personale come la valutazione, le posizioni organizzative o altre voci che non andranno alla generalità dei lavoratori e che sono anche sponsorizzate nell’atto di indirizzo</p>
<p>Questa ipotesi, che è tutt’altro che improbabile, significherebbe che nessuno o quasi prenderà i famosi 160 euro medi che il Governo continua a pubblicizzare. <strong>Per cui, ad oggi, la definizione più corretta è che il rinnovo contrattuale del settore pubblico avrà per la parte datoriale un costo medio pro-capite di 159 euro, ma non sarà quella cifra a finire nelle tasche dei lavoratori, come invece ampiamente titolato da molti giornali.</strong></p>
<p><strong>La questione salariale rimane il nodo centrale sul quale si gioca la chiusura di un contratto che non ha come base di partenza della contrattazione la restituzione a lavoratori e lavoratrici di quanto perso in termini di potere d’acquisto dei salari. Una contrattazione morta sul nascere, sempre più stretta tra vincoli di bilancio e stanziamenti insufficienti, costretta a ripiegare su scarsi miglioramenti normativi attuabili solo se a costo zero. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/csm_12265547_913690388706827_7846403416428278685_o_c56f1d6f39.jpg" length="204461" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-131566</guid>
                        <pubDate>Sun, 21 Nov 2021 10:19:18 +0100</pubDate>
                        <title>VALUTIAMO BRUNETTA: al via la campagna dell&#039;USB Pubblico Impiego</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/valutiamobrunetta-14.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Era il marzo 2009 quando Brunetta, allora ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, promuoveva l’operazione “Mettiamoci la faccia”, facendo installare negli uffici pubblici gli apparecchi con gli emoticons, le famose faccine colorate di rosso, giallo e verde, messi a disposizione dei cittadini per rilevare il loro gradimento dei servizi offerti dalle singole amministrazioni. Un’operazione costosa e del tutto inutile, archiviata definitivamente circa tre anni dopo senza che avesse prodotto risultati apprezzabili. Un flop del quale Brunetta non è mai stato chiamato a rispondere.</p>
<p>Lo fa oggi la USB Pubblico Impiego con la campagna “Valutiamo Brunetta”, lanciando una scheda di valutazione online sul proprio portale nazionale, con cinque quesiti che sintetizzano altrettante caratteristiche che dovrebbe possedere un buon ministro secondo il sindacato conflittuale e di base.</p>
<p>A compilare la scheda di valutazione saranno&nbsp; lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego giudicati impietosamente dal ministro; quegli stessi lavoratori e lavoratrici a cui ha tagliato la retribuzione in caso di malattia e imposto la valutazione individuale che nel prossimo contratto collettivo 2019-2021 avrà un ruolo determinante. Il ruolo di&nbsp; valutatori&nbsp; spetta adesso a loro.</p>
<p>La campagna terminerà il 20 dicembre e i risultati saranno pubblicati sui social e oggetto di un’iniziativa della USB presso il ministero presieduto da Renato Brunetta.</p>
<p><strong>Ecco il link per andare alla scheda di valutazione</strong>:</p>
<h4><p><a href="https://pubblicoimpiego.usb.it/valuta-brunetta" target="_blank">pubblicoimpiego.usb.it/valuta-brunetta</a></p></h4>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/tutta_pagina_brunetta.jpg" length="204929" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-131215</guid>
                        <pubDate>Mon, 08 Nov 2021 14:07:48 +0100</pubDate>
                        <title>Ministeri e perequazione indennità di amministrazione, USB chiede un incontro urgente al governo</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/ministeri-e-perequazione-indennita-di-amministrazione-usb-chiede-un-incontro-urgente-al-governo-14010-1-6.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>“Ogni limite ha una pazienza” è una battuta del principe De Curtis (in arte Totò), abituato con le sue fulminanti trovate a far sorridere con paradossi e a ribaltare situazioni di scena. Nessuna voglia di ridere hanno, invece, i lavoratori dei ministeri che da anni chiedono venga meno una palese sperequazione sui loro salari.</p>
<p><strong>&nbsp;</strong>Se appunto “ogni limite ha una pazienza”, la pazienza ha travalicato il limite del ragionevole e dopo la raccolta di decina di migliaia di firme, i presidi sotto la Funzione Pubblica, una interrogazione parlamentare a cui non è stata data risposta, USB pensa sia ora di tornare ancora nelle piazze di Roma.</p>
<p><strong>&nbsp;</strong>Nel frattempo, la scrivente O.S non molla e una nuova interrogazione a firma della senatrice Bianca Laura Granato è stata presentata in Senato.</p>
<p>Riteniamo vergognoso che nonostante le risorse messe a disposizione ed esigibili dal 1° gennaio 2021 poco o niente si sia mosso per dare una corretta risposta a decine di migliaia di lavoratori che rivendicano “A PARI LAVORO, PARI SALARIO” come dovrebbe naturalmente essere.</p>
<p>A fronte di salari tra i più bassi in Europa i dipendenti dei ministeri nei prossimi mesi si vedranno rovinare addosso pesantissimi aumenti relativi all’energia con conseguenti rimbalzi su tutte le merci anche e soprattutto sui fondamentali generi di prima necessità (alimentari, abbigliamento). Quindi, alla faccia della ripresa economica, come sempre il gabelliere con la carta del prezzo da pagare bussa alla porta dei più deboli.</p>
<p>A tutto questo si aggiungono la previsione di aumenti contrattuali poveri e sempre più legati alla produttività e progressioni economiche sempre meno raggiungibili per i più.</p>
<p>Cosa freni, ormai da mesi, l’attuazione della perequazione dell’indennità di amministrazione a fronte della disponibilità economica rimane un mistero perso tra le ragnatele delle dinamiche amministrativo-politiche che si rimpallano da Funzione Pubblica al MEF.</p>
<p>Per questo USB ha provveduto a chiedere ai ministri interessati un incontro congiunto al fine di mettere la parola fine ad un’<em>impasse </em>che sta diventando, oltre che imbarazzante, estremamente pericolosa per gli stanziamenti economici in gioco.</p>
<p>L’USB non molla! Nei prossimi giorni, se non avremo risposte certe, valuteremo e informeremo i lavoratori sulle nuove iniziative da intraprendere.</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego - Ministeri </strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong>Roma 8-11-2021</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/archivio/usb/B77799F6-A357-4BD8-BEA9-61C3FF194CA2_4_5005_c.jpeg" length="20592" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-129761</guid>
                        <pubDate>Thu, 26 Aug 2021 19:42:40 +0200</pubDate>
                        <title>Contratto Funzioni Centrali, parliamone insieme - Assemblea 9 settembre ore 10</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/contratto-funzioni-centrali-parliamone-insieme-assemblea-9-settembre-ore-10-1947-1-1-5.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Presso l’ARAN si sta definendo il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Centrali per il triennio 2019-2021 che riguarda lavoratrici e lavoratori di: Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non Economici, Ministeri, Cnel, Enac e Agid.<br /> Ne parliamo insieme in una assemblea nazionale in videoconferenza aperta a tutti.&nbsp;<br /> Parleremo dell'ordinamento professionale, condizionato dal Decreto reclutamento che non ha solo introdotto una quarta Area di inquadramento ma anche la possibilità in primo inquadramento di poter passare all'Area superiore anche senza titoli di studio. Affronteremo le novità dello smart working perchè per la prima volta bisognerà regolamentare il lavoro agile in un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Poi ci soffermeremo su tutta quella parte normativa che parla di permessi, malattia e democrazia sindacale, insomma un confronto intenso a 360 gradi su una molteplicità di argomenti che determinano il benessere lavorativo per il prossimo futuro. Un'occasione di confronto che USB vuole aprire con tutte le lavoratrici e lavoratori del comparto al fine di ottenere un vero contratto di lavoro.</p>
<p>Giovedì 9&nbsp;settembre&nbsp;dalle ore 10 alle 13 sulla pagina Facebook di USB PI e sul canale Youtube</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/Immagine_Assemblea_9_settembre_ccnl_FC.jpg" length="229575" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-127243</guid>
                        <pubDate>Thu, 29 Apr 2021 11:39:05 +0200</pubDate>
                        <title>Giovani nella PA: addio liquidazione?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/giovani-nella-pa-addio-liquidazione-1207-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>L&#039;introduzione del silenzio assenso per l&#039;adesione al fondo pensione complementare Perseo-Sirio dei lavoratori e delle lavoratrici neoassunti nella PA è il primo esito del nuovo collaborazionismo tra CGIL, CISL e UIL e il nuovo governo.  convegno online il 29 Aprile alle ore 17,00 sulla riforma pensionistica e costruire un percorso comune che riconosca i diritti ai pensionati, a chi è vicino alla pensione e ai giovani che devono maturarla. </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L' 8 aprile 2021 è stata siglata l'ipotesi di accordo per introdurre il silenzio assenso per l'adesione al fondo pensione complementare Perseo-Sirio dei lavoratori e delle lavoratrici assunti dal 1 gennaio 2019 nella pubblica amministrazione. Un accordo indecente voluto fortemente da CGIL CISL e UIL &nbsp;che, ricordiamo, siedono ai comitati di gestione di questi fondi e che hanno deciso in pieno accordo con il ministro Brunetta di rilanciare in maniera truffaldina &nbsp;la previdenza complementare tramite il meccanismo del silenzio assenso. Questa decisione rappresenta un vero e proprio attacco soprattutto per noi giovani dipendenti della Pubblica Amministrazione, una generazione che &nbsp;vive sulla propria pelle &nbsp;le conseguenze di oltre 30 anni di politiche di precarietà che rendono difficile l'accesso al mondo del lavoro e politiche di smantellamento della previdenza pubblica come l'introduzione del sistema contributivo che abbassa l'assegno pensionistico e prevede l'allungamento del periodo lavorativo. Il silenzio-assenso è in piena continuità con le politiche di smantellamento messe in campo in questi decenni e con la volontà di dare sempre più spazio alla privatizzazione del sistema previdenziale. Oggi ad essere coinvolti siamo soprattutto noi giovani lavoratori assunti dal 1 gennaio 2019 nella P.A. &nbsp;costretti a destinare il nostro TFR al fondo pensionistico complementare se non esprimiamo esplicitamente il nostro dissenso. &nbsp; Oggi più che mai diventa necessario opporsi all'ennesimo attacco rivolto ai dipendenti pubblici ed in particolare ai neo-assunti, organizzandoci insieme a chi è in pensione o vicino al pensionamento per difendere insieme i nostri diritti e la previdenza pubblica.&nbsp;<br /> Per questo inviatiamo tutti a partecipare al convegno online del 29 Aprile alle ore 17,00 sulla riforma pensionistica e costruire un percorso comune che riconosca i diritti ai pensionati, a chi è vicino alla pensione e a noi giovani che dobbiamo maturarla.&nbsp;<br /> Per noi le pensioni sembrano un traguardo lontano, ma il futuro si costruisce partendo dal presente!</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/tfr_cetto.jpg" length="229942" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-127146</guid>
                        <pubDate>Wed, 28 Apr 2021 09:52:31 +0200</pubDate>
                        <title>Contratto Funzioni Centrali, questa volta ne vogliamo uno vero!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/contratto-funzioni-centrali-questa-volta-ne-vogliamo-uno-vero-0958-1-2.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 29 aprile è prevista l’apertura della stagione contrattuale 2019-2021, alla quale la USB Funzioni Centrali parteciperà con l’obiettivo di ottenere finalmente un contratto vero dopo il pessimo accordo del 2018 nel quale, a distanza di dieci anni dal precedente, ai lavoratori non è stato riconosciuto neanche il 50% del recupero dell’inflazione maturata negli anni di blocco dei contratti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB chiederà all’Aran:</p><ul> 	<li>&nbsp;Recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni;</li> 	<li>&nbsp;Riduzione dell’orario settimanale a 32 ore a parità di retribuzione;</li> 	<li>&nbsp;Soluzione al diffuso mansionismo;</li> 	<li>&nbsp;Sviluppi professionali oggettivi e trasparenti;</li> 	<li>&nbsp;Valorizzazione del lavoro di gruppo contro il mito della valutazione individuale;</li> 	<li>&nbsp;Cancellazione del taglio alla retribuzione accessoria in caso di malattia e fasce di reperibilità uguali al lavoro privato;</li> 	<li>&nbsp;Abrogazione della norma contrattuale che obbliga a firmare il contratto collettivo per poter esercitare la funzione sindacale nei posti di lavoro.</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p>Queste alcune delle proposte qualificanti che fanno parte della Piattaforma sulla quale USB Funzioni Centrali cercherà di strappare un buon contratto all’Aran.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>28-4-2021</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/archivio/usb/banner_freddy.jpg" length="439925" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-92161</guid>
                        <pubDate>Fri, 02 Dec 2016 13:18:00 +0100</pubDate>
                        <title>LETTERA APERTA SULL&#039;ACCORDO PER I RINNOVI DEI CONTRATTI DEL PUBBLICO IMPIEGO</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/lettera-aperta-sullaccordo-per-i-rinnovi-dei-contratti-del-pubblico-impiego-2.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><br />È davvero curioso leggere tra i primi punti del cosiddetto accordo sul pubblico impiego del 30 novembre l'impegno a ripristinare corrette relazioni sindacali.<br />È curioso, per usare un eufemismo, che lo si dica mentre si violano regole e democrazia&nbsp; escludendo dal confronto&nbsp; organizzazioni sindacali rappresentative come la USB . </p>
<p><br />E&nbsp; questo&nbsp; a poche ore dalla celebrazione di un referendum sulla nostra Carta Costituzionale a cui il Governo affida la propria sopravvivenza politica. Cgil, Cisl e Uil si sono prestate di fatto a dare al governo un corposo sostegno nel tentativo di ingraziarsi gli oltre tre milioni di lavoratori pubblici, e l'indotto delle loro famiglie, stremati da anni di mancati rinnovi contrattuali, da carichi di lavoro sempre più pesanti a fronte della scomparsa di oltre 300mila posti di lavoro, da una campagna diffamatoria senza precedenti. Al di là delle chiacchiere e delle interviste, i tre segretari confederali si sono all'unisono di fatto&nbsp; schierati per il SI’ alla deforma costituzionale.</p>
<p><br />Se poi si vuole entrare nel merito di quanto scritto tra le righe del documento politico congiunto, che nelle intenzioni degli estensori dovrebbe poi trovare applicazione&nbsp; nella&nbsp; trattativa vera e propria,&nbsp; emergono dei fatti davvero gravi, primo fra tutti l'introduzione del welfare aziendale nei contratti. Con questa decisione il sindacato complice si è oggettivamente schierato dalla parte dei demolitori della funzione universale del welfare state. Finanziare&nbsp; con&nbsp; parte delle scarsissime risorse previste per i rinnovi contrattuali l’introduzione di&nbsp; benefit sostitutivi della previsione Costituzionale di avere&nbsp; tutti diritto a&nbsp; servizi sociali, scolastici, sanitari e previdenziali di qualità, significa di fatto consentire che i servizi ai cittadini della Repubblica possano essere depotenziati fino a renderli residuali e destinati unicamente a coprire le esigenze delle fasce più disperate della popolazione.</p>
<p><br />Questa scelta scellerata non riguarda solo il contratto del pubblico impiego, ma anche quello appena sottoscritto da FIOM FIM e UILM, di nuovo unitariamente, per i metalmeccanici e di fatto rappresenta la nuova frontiera del modello contrattuale a cui aspirano i padroni e i sindacati concertativi che ottengono come contropartita la gestione dei fondi pensione, degli enti bilaterali etc.</p>
<p><br />Ovviamente la questione che maggiormente salta agli occhi dei più&nbsp; è il fatto che si annuncia, dopo anni e anni di vuoto economico, che ci saranno 85 euro medi e lordi nel 2018 per rinnovare i contratti. Sorvolando sui meccanismi piuttosto complessi che si vorrebbero attuare facendo mostra di voler &quot;rovesciare la piramide&quot;,&nbsp; in un settore in cui ogni lavoratore ha perso migliaia e migliaia di euro di mancati rinnovi, c'è sicuramente da dire che è insultante e vergognoso immaginare che un&nbsp; piatto di lenticchie possa minimamente essere sufficiente a sanare quanto perso negli anni passati e a riequilibrare la forbice retributiva.</p>
<p><br />Così come decidere di rimettere mano solo parzialmente agli abomini introdotti dalla rifoma Brunetta è assolutamente insufficiente perché tale riforma va abrogata totalmente. Oltretutto, l’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil non affronta&nbsp; le norme capestro introdotte dalla Ministra Madia, come il demansionamento e la mobilità coatta,&nbsp; confermando in modo palese che anche questo governo, e le confederazioni che hanno sottoscritto il documento, si muovono nel solco già tracciato dello smantellamento e della privatizzazione del lavoro pubblico. <br /><br />Il colpo inflitto alla Riforma Madia dalla Corte Costituzionale e la necessità di rimetterci mano, a esiti del referendum conosciuti,&nbsp;&nbsp;&nbsp; non consentirà di rinnovare i contratti in breve tempo.<br />&nbsp;Sarà in questo lasso di tempo che dovremo lottare per gettare a mare l’intera riforma Madia e l’accordo sottoscritto lo scorso 30 novembre&nbsp; e&nbsp; costruire contratti che restituiscano funzione alla Pubblica Amministrazione&nbsp; e&nbsp; risolvano i problemi&nbsp; strutturali dei lavoratori pubblici.<br />Partiamo dal basso, dai posti di lavoro, per respingere questa ignobile marchetta elettorale di Cgil-Cis e Uil, insieme a tutt@ coloro che come noi&nbsp; fanno della democrazia, della&nbsp; partecipazione, della difesa reale dei diritti dei lavorator@ i capisaldi del loro agire sindacale. <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB Pubblico Impiego </p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/LOGO_USB_PI_21.png" length="53248" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-89135</guid>
                        <pubDate>Fri, 10 Jun 2016 11:21:00 +0200</pubDate>
                        <title>PENSIONI: ROVESCIARE IL TAVOLO!!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/pensioni-rovesciare-il-tavolo-4.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Torna la concertazione tra Governo e Cgil, Cisl e Uil sul tema pensioni e occupazione. A ridosso del voto sulle modifiche alla Costituzione, o meglio sullo stravolgimento della nostra Carta Costituzionale, Renzi e Poletti cercano di conquistarsi la neutralità confederale offrendo la ripresa delle relazioni e&nbsp; ottenere il via libera all’ennesima truffa della flessibilità in uscita.<br /><br />SUL TAVOLO C’E’ DI TUTTO UN PO’.&nbsp; MENO CHE QUELLO CHE SERVE!!<br /><br />C’è la flessibilità a pagamento, ovvero la possibilità, limitata a chi è nato tra il ‘50 e il ‘53 di andare via un po’ prima di quanto previsto dalla Fornero, ma a caro prezzo e ipotecando la propria pensione futura.<br />Si vagheggia di un possibile riscatto “parziale” della laurea che non si capisce più a cosa serva se non esiste più la pensione di anzianità<br /><br />MANCANO PERO’ QUESTIONI FONDAMENTALI!!<br /><br />Innanzitutto manca il ritorno ai 60 anni di età o ai 40 di contributi. Nessuno mette in discussione i famigerati 67 anni di età per le pensioni di vecchiaia che devono tornare a 60 anni per le donne e 65 per gli uomini. Questa è la vera riforma da fare, cancellando gli effetti disastrosi creati dalla Fornero non solo per chi attende di andare in pensione ma per milioni di giovani che non trovano lavoro.<br />&nbsp;<br />Non si accenna alla necessità di portare le pensioni minime almeno alla soglia degli 800 euro,<br />Non si parla delle ricongiunzioni “onerose” cioè la gabella da pagare per chi incolpevolmente ha lavorato sotto regime INPS e INPDAP e deve versare decine di migliaia di euro per vedersi riconosciuta l’intera contribuzione utile al calcolo della pensione.<br /><br />Non si affronta il problema contributivo degli LSU che hanno dimostrato in migliaia nelle scorse settimane paralizzando il centro di Roma, per chiedere che i loro contributi valgano anche ai fini del calcolo della pensione e non solo ai fini dell’anzianità pensionistica come previsto ora .<br /><br />Non si discute dell’assurda discriminazione che subiscono i lavoratori del pubblico impiego a cui il Trattamento di Fine Servizio viene liquidato due anni dopo l’andata in pensione, sebbene siano in tutto e per tutto soldi dei lavoratori accantonati e differiti a fine rapporto.<br />&nbsp;<br />NESSUN TAVOLO SENZA DI NOI!<br /><br />NON FACCIAMOCI RAPPRESENTARE DA CHI NON CI RAPPRESENTA!<br /><br /></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/22bd9ebab3_25ddcb_40.jpg" length="40682" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-85799</guid>
                        <pubDate>Tue, 17 Nov 2015 09:47:00 +0100</pubDate>
                        <title>SE QUALCUNO PENSASSE……</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/se-qualcuno-pensasse-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>SE QUALCUNO PENSASSE……</p>
<p>che di fronte alla guerra, la cosa giusta da fare sia quella di guardare alla propria tranquillità individuale<br />che “l’unità nazionale” sia la risposta adeguata a farci uscire da questa drammatica condizione<br />che di fronte al terrorismo la risposta giusta sia accettare di vedersi limitare la propria libertà<br />che sia inevitabile che nuove risorse vengano destinate agli armamenti<br />che queste nuove risorse si possono anche trovare nelle pieghe del bilancio<br />che in fondo le nostre sono piccole questioni di fronte al rischio di trovarci coinvolti<br />che oggi pretendere un contratto vero e protestare per averlo sia inutile o fuori luogo</p>
<p><br />CERTAMENTE SBAGLIEREBBE…..</p>
<p><br />perché le scelte di guerra ricadono su tutti noi, e nessuno si salva da solo<br />perché il silenzio di fronte a scelte sbagliate è come condividerle<br />perché non è con l’unità nell’emozione che si fermano le stragi<br />perché una società meno democratica non ha mai messo nessuno al riparo dal terrorismo<br />perché distogliere risorse dalle esigenze dei cittadini per impiegarle nell’acquisto di armamenti produce un danno ai cittadini e rende più concreto l’utilizzo di questi strumenti per fare la guerra<br />perché in nome dell’Europa ci hanno già ridotto all’osso e non c’è più nulla da togliere<br />perché se è vero, come vanno dicendo ogni giorno, che c’è la ripresa, allora un po’ di questa ripresa deve tornare anche nelle nostre buste paga e non finire nelle fabbriche di armi<br />perché rinunciare alla lotta è fare il loro gioco<br />perché il rispetto dei diritti dei lavoratori non è negoziabile per nessun motivo e salario, diritti, dignità devono essere esigibili sempre e per ottenerli è sempre giusto lottare e manifestare</p>
<p><br /><strong>IL 20 NOVEMBRE NON FARTI SCONFIGGERE UN’ALTRA VOLTA<br />PARTECIPA ALLO SCIOPERO GENERALE DEL LAVORO PUBBLICO<br />PER DIFENDERE I TUOI DIRITTI, LE TUE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO<br />PER DIRE NO ANCHE ALLA GUERRA.<br />SE LOTTI PUOI PERDERE, SE NON LOTTI HAI GIA’ PERSO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Confederazione Unione Sindacale di Base</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Allegato il Volantino</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/22bd9ebab3_cef093_02.jpg" length="40682" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-85603</guid>
                        <pubDate>Mon, 09 Nov 2015 13:13:00 +0100</pubDate>
                        <title>SEDICI CENTESIMI VALGON BENE LO SCIOPERO</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/sedici-centesimi-valgon-bene-lo-sciopero-2.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Sedici centesimi è l’importo medio lordo giornaliero corrispondente all’aumento contrattuale mensile previsto dal governo Renzi per i contratti dei lavoratori pubblici (5 euro) diviso per trenta giorni. Come spendere una cifra così impegnativa?</p>
<p><br />Per prima cosa devo averla in tasca e quindi mi reco ad un bancomat ed inserisco nell’apposita fessura il tesserino elettronico rilasciatomi dalla banca, oggetto ormai indispensabile nella vita quotidiana tranne per chi gira con tremila euro nel portafoglio ma ha il problema di non poterli spendere tutti insieme, una seccatura a cui il governo Renzi è intenzionato a porre rimedio elevando nella prossima Legge di Stabilità proprio a tremila euro il limite per l’uso del contante.<br />Poco importa se questo favorirà una maggiore evasione fiscale.</p>
<p><br />Ma torniamo al bancomat. Provo inutilmente ad impostare la cifra di sedici centesimi ma l’apparecchio si rifiuta di prenderla in considerazione. Riprovo più volte e alla fine appare inaspettatamente la scritta – “Ma insomma, mi stai prendendo per il culo?”. Rispondo che siamo noi lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego ad essere presi in giro, perché abbiamo i contratti bloccati da sei anni e in questo tempo, calcolando la sola inflazione, ci abbiamo rimesso una media di seimilacinquecento euro a testa, mentre il governo ci offre sedici centesimi al giorno dal 2016 al 2018! Mi accorgo di stare a parlare con un dispositivo inanimato e con amarezza e confusione ritiro il mio tesserino e mi allontano.</p>
<p><br />Mi viene un groppo alla gola, un misto di pianto e rabbia. Entro da un tabaccaio e compro un pacchetto di fazzolettini di carta. Mi chiede trenta centesimi, in pratica due giornate di aumento contrattuale. La rabbia è sempre più forte. A questo punto comincio a camminare e non posso fare a meno, guardando le vetrine dei negozi, di considerare quante giornate di aumento contrattuale ci vogliono per acquistare la merce esposta. Un jeans a 49 euro (307 giornate); un libro a 16 euro (100 giornate); un chilo di mele a 1,80 euro (12 giornate). Mi viene in mente che non potrei mai dare sedici centesimi al povero cristo che si mette a caritare davanti al supermercato del mio quartiere o al lavavetri che mi aspetta ogni mattina al semaforo mentre vado al lavoro, perché mi sembrerebbe di offendere la loro dignità. Perché allora il governo offende la mia?</p>
<p><br />Mentre cammino alzo lo sguardo e m’imbatto in un manifesto con la faccia sorridente del presidente del consiglio e lo slogan “L’Italia riparte”. Mi viene da pensare che a ripartire è ancora una volta chi sfrutta il lavoro degli altri per accumulare profitti, chi evade le tasse e non paga i contributi, chi approfitta della propria funzione per elargire favori a pagamento alimentando la corruzione. A ripartire è l’Italia peggiore, quella disonesta e legata al potere politico, mentre gli onesti restano fermi alla stazione della crisi aspettando un treno di giustizia sociale. Avessi sedici centesimi in tasca li scaglierei contro quel manifesto con tutta la rabbia che ho in corpo.<br /><br />Buttando lo sguardo più in là scopro un altro manifesto. In questo ci sono scritte parole come “Rivendichiamo servizi e dignità”, “Stop alla precarietà e no al blocco dei contratti”, “No all’insulto dei 5 euro”, ma soprattutto “Uniamo le lotte”. C’è l’indicazione di uno sciopero generale nazionale del lavoro pubblico proclamato dalla USB per venerdì 20 novembre con manifestazioni a Milano, Roma e Napoli. Non è che partecipi volentieri agli scioperi e ancora meno alle manifestazioni, anch’io come tanti penso che ormai scioperi e manifestazioni servano a poco perché chi governa se ne infischia di chi protesta e poi non basterebbe portare in piazza neanche un milione di lavoratori pubblici perché si direbbe che altri due milioni sono rimasti a casa. Questi hanno sotterrato ogni regola democratica.</p>
<p><br />Però la rabbia che ho dentro è tanta. Ci mandano in pensione a settant’anni e ai giovani non danno lavoro. Ci tengono bloccati gli stipendi e quando li sbloccano c’insultano con aumenti contrattuali miserabili. Non c’è più neanche la sicurezza del posto di lavoro. Ci possono mandare in mobilità dove vogliono e ci ricattano con codici disciplinari sempre più restrittivi. Si amplificano ad arte episodi di malcostume, che pure vanno drasticamente sanzionati, per generalizzare l’idea che tutti i lavoratori pubblici sono assenteisti e corrotti. Ci tolgono la dignità e il lavoro privatizzando i servizi che eroghiamo attraverso le amministrazioni in cui lavoriamo.</p>
<p><br />Ma sì, questa volta voglio scioperare anch’io. Se stanno cercando di cancellare il diritto di sciopero o di renderlo sempre più difficile da praticare, o attaccano addirittura il diritto di assemblea come è accaduto di recente al Colosseo a Roma, vuol dire che vale ancora la pena di protestare e che scioperare dà fastidio, al di là di quello che ci vogliono far credere. E adesso che ho deciso di scioperare provo meno frustrazione e rassegnazione e sento di poter dare un senso alla mia rabbia. A casa mi collego al sito della USB e scopro che il Questore ha vietato il corteo a Roma per il 20 novembre perché attraversando arterie centrali della città potrebbe determinare malumori tra passanti e turisti con il pericolo di reazioni estemporanee. Ma se i palazzi del potere sono nella zona centrale della capitale, dove dovrebbero essere fatte le manifestazioni, fuori del raccordo anulare? Questa cosa mi convince ancora di più a scioperare e ad andare anche alla manifestazione, ovunque si farà. Siamo alla dittatura e la democrazia va difesa senza delegare ad altri la lotta.</p>
<p><br /><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/image003_35.jpg" length="6218" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-85406</guid>
                        <pubDate>Wed, 28 Oct 2015 12:42:00 +0100</pubDate>
                        <title>P.A.: USB, DA CGIL CISL UIL LA SOLITA MANFRINA. SCIOPERO USB DEL 20 NOVEMBRE UNICA RISPOSTA POSSIBILE ALLE PROVOCAZIONI DI RENZI </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/pa-usb-da-cgil-cisl-uil-la-solita-manfrina-sciopero-usb-del-20-novembre-unica-risposta-possibile-alle-provocazioni-di-renzi-3.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">COMUNICATO STAMPA</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>“Invece di rafforzare il fronte di opposizione ad una Legge di Stabilità che taglia ulteriormente i servizi pubblici, a cominciare dalla sanità, e continua a regalare soldi alle imprese, CGIL CISL UIL sono più preoccupate di impedire la riuscita dello sciopero dell’USB e tentano di svuotarlo con l’alternativa di una bella passeggiata romana, in un giorno non lavorativo, tanto per non disturbare troppo Renzi e la sua maggioranza”, dichiara Daniela Mencarelli, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego.<br />&nbsp;<br /><br />“E’ in queste settimane che si discute la Legge di Stabilità – sottolinea la dirigente USB – e minacciare lo sciopero a dicembre, quando probabilmente il provvedimento sarà blindato dalla ormai consueta fiducia, risulta perlomeno poco credibile”.<br />&nbsp;<br /><br />“L’unica iniziativa di opposizione alle provocazioni del governo sarà lo sciopero indetto dall’ USB il 20 novembre – ribadisce Mencarelli - che vedrà scendere in piazza a Roma, Milano e Napoli i lavoratori del pubblico impiego, dei servizi esternalizzati, delle aziende partecipate e gli LSU-ATA,&nbsp; realizzando in questo modo l’unità di quel lavoro pubblico che garantisce la tenuta del Welfare e che guarda ai cittadini come alleati in una lotta senza quartiere alla politica di tagli ai servizi essenziali voluta dall’Unione Europea”.<br />&nbsp;<br /><br />“Siamo convinti che i lavoratori capiranno molto meglio dei vertici di alcune confederazioni sindacali che non si può aspettare, che è giunto il momento di protestare, forti della nostra dignità, utilizzando lo strumento dello sciopero che governo e industriali vorrebbero invece sopprimere”, conclude la dirigente USB.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/image003_27.jpg" length="6218" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-56448</guid>
                        <pubDate>Tue, 16 Apr 2013 12:09:00 +0200</pubDate>
                        <title>Farnesina: SPENDING REVIEW Ultimo Atto?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/farnesina-spending-review-ultimo-atto.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">In data 4 aprile 2013 ha avuto luogo un’informativa con oggetto gli “organici del MAE” finalizzata ad informare le OO.SS. sulla ultime determinazioni relative al DL 95/2012 (spending review). Il Segretario Generale, accompagnato dall’intero establishment della Farnesina, ha presentato alle OO.SS. la nuova dotazione organica del MAE a seguito dei tagli (definitivi) previsti dalla spending review.   </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify"><strong>In allegato documento con nuova dotazione organica delle Aree Funzionali</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">E’ ancora una volta opportuno ricordare che gli Statali (in generale) oggi sono meno, guadagnano meno e ancor meno guadagneranno nel futuro in considerazione soprattutto del noto blocco degli stipendi e della contrattazione collettiva. I dipendenti della Pubblica Amministrazione risultano fortemente ridimensionati nel numero con un taglio netto negli ultimi cinque anni di 230.000 unità pari al 6% del totale.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">Questa è la gravissima e insostenibile situazione in cui si inserisce questa ennesima riduzione di personale MAE (anche se limitata numericamente).  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">Non ci sono più alibi, non ci sono più scusanti al cospetto di uno sfacelo complessivo come quello attuale che sta trasformando strutturalmente il nostro paese. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify">All’interno di questo desolante quadro confidiamo nella responsabilità di tutti, in primo luogo della nostra Amministrazione, per una reale, obiettiva, analisi dei problemi del MAE finalizzata a trasformare in modo virtuoso le esigenze di rinnovamento del Ministero. Chiediamo all’Amministrazione uno slancio innovativo per rimuovere tutte le difficoltà che hanno impedito fin qui alla macchina di marciare efficacemente.</p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify">Auspichiamo che vengano individuati al più presto tutti gli opportuni correttivi normativi e strutturali, a <u>cominciare dalla rivisitazione della contrattazione di secondo livello</u>, per liberare tutte quelle risorse che decenni di immobilismo opportunistico hanno soffocato.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2" align="justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/Ministero-Affari-Esteri-Farnesina.jpg" length="20951" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-54361</guid>
                        <pubDate>Wed, 20 Feb 2013 15:54:00 +0100</pubDate>
                        <title>L&#039;AMMINISTRAZIONE E IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO (DGCS)</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/lamministrazione-e-il-futuro-della-cooperazione-italiana-allo-sviluppo-dgcs-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Qualcosa si muove</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">L’inversione di tendenza circa gli stanziamenti per la Cooperazione per il 2013 (la DGCS disporrà nel 2013 di un ammontare doppio rispetto all’anno precedente) ha, tra l’altro, permesso all’Amministrazione di accantonare una somma per l’assunzione di nuovo personale tecnico presso la DGCS. Questa, nella sostanza, è la buona notizia che l’Amministrazione ha comunicato alle OO.SS attraverso un’informativa tenutasi il 7 febbraio u.s.. E’ quindi in fase di predisposizione un concorso da bandire entro il 2013 per l’assunzione di 20/30 Esperti UTC (con contratto triennale non rinnovabile) presso la DGCS.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Come è noto, al momento l’organico della Cooperazione è composto da c.a. 400 unità (Diplomatici, dipendenti di ruolo MAE e di altre Amministrazioni e personale esperto UTC ex art. 12 legge 49/87 nel numero di c.a. 50 unità). Parte di questo personale, (c.a. 1/4 del totale proviene da altre Amministrazioni pubbliche), ha sopperito e sopperisce con la propria <u>specifica professionalità tecnica</u>, in alcuni casi da oltre 20 anni, alle necessità contingenti e al conseguimento degli obiettivi della Cooperazione Italiana allo Sviluppo. La competenza di tale personale rappresenta una <u>ricchezza insostituibile</u> la cui perdita (oramai ricorrente) costituisce un grave danno, anche economico, per l’Amministrazione. Riteniamo pertanto necessario e opportuno che <u>l’Amministrazione individui prioritariamente soluzioni praticabili che consentano di utilizzare e valorizzare le figure professionali oggi presenti nella DGCS.</u> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Fa finalmente piacere evidenziare che anche le OO.SS. confederali (CGIL e CISL) hanno convenuto sulla opportunità di destinare parte dei 20/30 posti dell’eventuale concorso al personale interno alla DGCS. Tuttavia ciò non è sufficiente. Si tratta invece di individuare prioritariamente una soluzione positiva e <u>non temporanea</u> per quel personale che ormai da troppo tempo è in attesa di una risposta alle proprie legittime ambizioni professionali.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Chiediamo che i fondi accantonati (o parte di essi) siano messi a disposizione per la valorizzazione delle professionalità oggi in servizio presso la DGCS (compresa la stabilizzazione del personale delle altre Amministrazioni Pubbliche), <u>vale a dire: per rafforzare il settore tecnico della DGCS</u>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Così come nel passato è stato possibile stabilizzare gli Esperti ex art. 12 l. 49/87 e successivamente trasformare il contratto del personale non tecnico ex art. 16 (<em>trentini</em>), che oggi <em><em><span style="font-weight: normal">ope legis</span></em></em> sono diventati Esperti UTC, con relativo passaggio di livello per tutti (ci riserviamo in un prossimo comunicato di diffondere i costi di tali operazioni), chiediamo all’Amministrazione un impegno concreto finalizzato all’individuazione di una soluzione (procedura amministrativa) per il <u>riconoscimento della professionalità, la valorizzazione e la stabilizzazione del proprio personale DGCS</u>. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Una soluzione prioritariamente <em><u>interna</u></em> anticiperebbe <u>ora</u> un sostanziale rafforzamento del comparto tecnico, ancorando in seno alla DGCS quel personale il cui allontanamento, come dimostratosi negli anni, ha rappresentato un grave problema per la DGCS.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Questa opzione, peraltro, nulla toglierebbe all'individuazione dei nuovi profili esterni e avviare finalmente quel ricambio fisiologico di risorse umane mai verificatosi prima nella DGCS.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/cooperazioneitaliana.jpg" length="6491" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-47080</guid>
                        <pubDate>Fri, 03 Aug 2012 13:38:00 +0200</pubDate>
                        <title>SPENDING REVIEW primo step: &quot;Senato&quot; </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/spending-review-primo-step-senato.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">E’ ormai noto a tutti che il Senato lo scorso lunedì ha approvato con la fiducia il maxi emendamento al DL 95/2012 (anche detto <em>spending review</em>) che all’art. 2 comma 5 presenta una importante deroga per il MAE. Tale nota prevede che la piattaforma su cui calcolare i previsti tagli di organico del MAE (10% personale non dirigenziale e 20% personale dirigenziale) sia da considerarsi esclusivamente quella estera calcolabile in c.a. 2.500 dipendenti. Va aggiunto che il medesimo comma 5. prevede anche il <em>“completamento del processo di riorganizzazione delle sedi estere”.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Se consideriamo che attualmente il contingente MAE all’estero ammonta a c.a. 1.900 Aree Funzionali e poco più di 500 Dirigenti (511 Diplomatici e 12 Carriere Direttive) il previsto taglio sarà operato su un totale di c.a. 2.500 e non 5.000 come originariamente previsto. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong><br /></strong> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong><u>Detto in altre parole significa che la pianta organica del MAE non dovrebbe subire i tagli numerici originariamente previsti che, va detto, avrebbero seriamente compromesso la possibilità dello stesso Ministero di continuare ad esercitare le proprie funzioni</u>. La sforbiciata così articolata non comporterebbe conseguenze significative per il funzionamento della struttura e per il personale oggi in servizio.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Le argomentazioni sopra riportate sono state l’oggetto di una informativa sindacale tenuta dal’Amministrazione in data odierna.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><u><strong>Questo il testo dell’emendamento:</strong></u></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Riteniamo ci siano ragionevoli motivi per esprimere una cauta soddisfazione per il temporaneo risultato positivo acquisito dall’Amministrazione in questa delicatissima e difficile fase economica e politica del paese. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Tuttavia, nello stesso tempo crediamo anche che momenti come questi presentino una serie di interessanti opportunità. Le crisi, si sa, comportano trasformazioni nei sistemi. Cambiamenti che, se ben gestiti, possono anche risultare virtuosi.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Confidiamo pertanto nella responsabilità di tutti, in primo luogo dell’Amministrazione, per una reale, obiettiva, analisi dei problemi del MAE finalizzata a trasformare in modo virtuoso le esigenze di riorganizzazione del Ministero. Auspichiamo conseguentemente che vengano individuati gli opportuni correttivi normativi e strutturali, a cominciare dalla rivisitazione della contrattazione di secondo livello, per liberare tutte quelle risorse che decenni di immobilismo opportunistico hanno soffocato.  </p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/senatospendinrew.jpg" length="17583" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-46842</guid>
                        <pubDate>Thu, 26 Jul 2012 11:51:00 +0200</pubDate>
                        <title>SPENDING REVIEW e tavoli tecnici</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/spending-review-e-tavoli-tecnici.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>NON C&#039;E&#039; ALTERNATIVA: RIMBOCCARSI LE MANICHE E CONTINUARE A COSTRUIRE IL SINDACATO CHE SERVE AI LAVORATORI</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Il governo Monti ha colpito ancora: dopo le manovre di fine anno, dopo le pensioni a 70 anni, dopo i provvedimenti sul lavoro con l'aumento della precarietà, la libertà di licenziare e la drastica riduzione degli ammortizzatori sociali, ora con la <em>spending review</em> (D.L. n. 95 del 6 luglio 2012) licenzia i dipendenti pubblici, riduce lo stato sociale e privatizza. Come se non bastasse, con il rinnovato pretesto di evitare l’aumento dell’IVA ha anche annunciato la necessità di individuare ulteriori 6 miliardi di euro da tagliare per il 2013.</p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify"><br /><strong><br /></strong> </p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify"><strong>Non ci sono più alibi, non ci sono più scusanti per giustificare il comportamento dell’esecutivo. Non ci sono più ipocrite dichiarazioni che tengano al cospetto di uno sfacelo complessivo come quello attuale che sta trasformando strutturalmente il tessuto sociale, economico e democratico del nostro paese. </strong> </p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify"><br /><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">A dispetto degli eventi c’è anche chi, come le OO.SS. Confederali, continuano a giocherellare sui guai altrui (i nostri) denunciando il mancato coinvolgimento delle parti sociali nelle decisioni governative indicando la mancanza di concertazione come la causa di tutti i mali. La sola idea di non poter concertare e/o cogestire le scelte governative è stata sufficiente a scatenare (è cronaca delle ultime settimane) un caos mediatico di proporzioni inaudite. E’ la fine di un sindacalismo virtuoso a favore di un modello di sindacato complice dei provvedimenti dell’esecutivo che in questo caso si chiamano tagli alla spesa pubblica e messa in esubero-mobilità-licenziamento dei dipendenti pubblici. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La sottoscrizione del protocollo sul lavoro pubblico del 3 maggio 2012 (non ancora convertito in legge) da parte di CGIL, CISL, UIL e UGL ne è la testimonianza diretta dove, ad esempio, si chiede esplicitamente:<strong> </strong><strong><em>“un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nei processi di razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni (ad esempio spending review) secondo modalità coerenti con le autonomie previste dall’ordinamento…”.</em> Il medesimo protocollo accoglie anche la licenziabilità (anche illegittima) dei dipendenti pubblici. L’accordo prevede infatti di <em>“… rafforzare i doveri di stabilità in caso di licenziamento illegittimo”.</em> Garanzie di stabilità non necessariamente equivalgono a reintegro, o no?.</strong></p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify"><strong><br /></strong><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Anche al MAE la <em>spending review</em> ha preso la forma della concertazione attraverso l’istituzione di tre tavoli (<em>rete estera – organici – fua</em>) per la definizione dei tagli al bilancio (e relativi provvedimenti) prossimi a venire. Da parte nostra ci siamo fin da subito opposti ad ogni forma di coinvolgimento in decisioni che non coincidono con gli interessi del personale e non rientrano nelle competenza di una O.S.. Ad ognuno il proprio ruolo. L’Amministrazione amministra e il sindacato vigila.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Non crediamo neppure che la posizione “cautamente attendista” dell’Amministrazione possa giungere ad un qualche risultato positivo. Naturalmente, come tutti, lo speriamo. Durante la riunione con le OO.SS. del 17 luglio è stato infatti comunicato che, sulla base delle prerogative “speciali” previste per il MAE dal DPR 18/67, verrà evocata in sede parlamentare una deroga ai provvedimenti strutturali previsti dal D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 <em>spending review</em> (riduzione delle dotazioni organiche pari al 20% per il personale dirigenziale e al 10% per il personale non dirigenziale).   </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Crediamo invece che tali provvedimenti rientrino in un disegno di riordino strutturale complessivo della Pubblica Amministrazione che, in quanto tale, potrà essere avversato soltanto attraverso un disegno alternativo, innovativo e non convenzionale, in grado di trasformare in modo virtuoso le esigenze di ristrutturazione della Pubblica Amministrazione. </strong> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify">A questo punto non c'è alternativa ad un ampio dissenso organizzato che, dal punto di vista sindacale, non può che anticipare la ricostruzione di un sindacato indipendente e di base, capace di creare le condizioni per liberarci dalla morsa culturale, sociale, politica e di consenso clientelare costruita in decenni di sindacato concertativo e collaborativo.</p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm;" align="justify"><u><strong><br /></strong></u></p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify"><u><strong>Rimboccarsi le maniche e continuare a costruire il sindacato che serve ai lavoratori.</strong></u></p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify">USB ha iniziato due anni fa e continuerà ad operare nel senso dell'unità, della chiarezza, del conflitto e dell'indipendenza dalle forze politiche e dai governi. </p>
<p style="margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm" align="justify"><br /><br /> </p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/spending_01.jpg" length="12397" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-46202</guid>
                        <pubDate>Thu, 05 Jul 2012 18:09:00 +0200</pubDate>
                        <title>SEGUITI DELLA SPENDING REVIEW: 6 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/seguiti-della-spending-review-6-luglio-giornata-nazionale-di-mobilitazione.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="center">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; " align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Con il pretesto di evitare l’aumento dell’IVA che avrebbe di per sé effetti irrimediabilmente depressivi sull’economia, il Governo e CGIL-CISL-UIL-UGL hanno delineato i tagli per trovare risorse fra i 5 e i 10 miliardi di euro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La spending review, spacciata come il rimedio a tutti i mali, aprirà per i lavoratori della P.A. un drammatico orizzonte, fatto di esuberi, mobilità, licenziamenti e ulteriori tagli alle retribuzioni e ai pochi diritti rimasti, mentre allo Stato Sociale verrà assestato un colpo mortale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La spending review ha già mostrato il suo vero volto con l’emanazione del decreto legge n. 87/2012 che dimezza le amministrazioni del comparto fiscale, avvia la chiusura di centinaia di uffici e rende chiara la volontà effettiva di questo governo di far pagare le tasse solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La sottoscrizione del protocollo sul lavoro pubblico del 3 maggio 2012 da parte di CGIL, CISL, UIL e UGL ha sancito definitivamente la fine del sindacalismo come strumento democratico di resistenza e opposizione per favorire un modello di sindacato cogestore dei provvedimenti governativi che in questo caso si chiamano: tagli alla spesa pubblica e messa in esubero-mobilità-licenziamento dei pubblici dipendenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Anche al MAE la spending review sta per prendere la forma della concertazione-cogestione attraverso l’istituzione di tre tavoli (<em>rete estera – organici – fua</em>) per la definizione dei tagli al bilancio da individuare già dal prossimo mese di settembre.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">L’Amministrazione ha Infatti comunicato alle OO.SS. che, con molta probabilità, procederà a tagliare di 20/22 milioni di euro il bilancio 2012 e 13 (questi risparmi entreranno stabilmente a regime e porteranno il budget del MAE a 1.661.000.000 Euro annui) e che saranno individuati ulteriori 20 milioni di Euro di risparmi sul bilancio 2014. Queste ulteriori economie, prevedibilmente, graveranno sulle spese vive del MAE.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">In continuità con tutte le iniziative di lotta e mobilitazione di questi mesi, incluso lo sciopero generale del 22 giugno scorso, USB Pubblico Impiego ha organizzato una risposta immediata all’attacco sferzato da tutte le parti in campo con la giornata nazionale di mobilitazione del 6 luglio, che coinvolgerà le lavoratrici e i lavoratori pubblici e gli utenti dei servizi proprio a partire dai luoghi di lavoro, diventati il primo immediato bersaglio dei tagli che il governo ha già deciso e si appresta ad applicare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Roma, 4 luglio 2012</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><strong>Contro la riforma del lavoro e l’intesa sul pubblico impiego firmata da CGIL, CISL E UIL e contro lo smantellamento dei servizi pubblici e dello stato sociale </strong> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><strong>6 LUGLIO </strong> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><strong>GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; " align="center"><link usb@esteri.it>usb@esteri.it</link></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/review.jpg" length="6669" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-46201</guid>
                        <pubDate>Thu, 05 Jul 2012 18:01:00 +0200</pubDate>
                        <title>SEGUITI DELLA SPENDING REVIEW: un altro punto di vista.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/seguiti-della-spending-review-un-altro-punto-di-vista.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Con il pretesto di evitare l’aumento dell’IVA che avrebbe di per sé effetti irrimediabilmente depressivi sull’economia, il Governo e Cgil-Cisl-Uil-Ugl hanno delineato i tagli per trovare risorse fra i 5 e i 10 miliardi di euro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br />La spending review, spacciata come il rimedio a tutti i mali, aprirà per milioni di lavoratrici e lavoratori un drammatico orizzonte, fatto di esuberi, mobilità, licenziamenti e ulteriori tagli alle retribuzioni e ai pochi diritti rimasti, mentre allo Stato Sociale verrà assestato un colpo mortale.<br /><br />La spending review ha già mostrato il suo vero volto con l’emanazione del decreto legge n. 87/2012 che dimezza le amministrazioni del comparto fiscale, avvia la chiusura di centinaia di uffici e rende chiara la volontà effettiva di questo governo di far pagare le tasse solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, mentre ad esempio non si occupa di Equitalia che è una società privata che lucra sulla riscossione dei tributi.<br /><br />In continuità con tutte le iniziative di lotta e mobilitazione di questi mesi, incluso lo sciopero generale del 22 giugno scorso, USB Pubblico Impiego sta dando una risposta immediata al decreto legge n. 87/2012 già questa mattina con un presidio ed un’assemblea pubblica convocati a Piazza di Monte Citorio dalle 11 alle 14. Da questa piazza verrà lanciata la giornata nazionale di mobilitazione del 6 luglio, che coinvolgerà le lavoratrici e i lavoratori pubblici e gli utenti dei servizi proprio a partire dai luoghi di lavoro, diventati il primo immediato bersaglio dei tagli che il governo ha già deciso e si appresta a inasprire ulteriormente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Per avere una posizione informata e indipendente circa le rivendicazioni di queste settimane è opportuno approfondire alcuni aspetti del contesto politico/sindacale di riferimento e della particolarissima situazione del nostro Ministero.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><u>Lo scenario:</u></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Tutto ha inizio con la liquefazione del Governo di centro-destra. La fine dell’esecutivo coincide (non casualmente) più o meno con la famosa lettera <em>segreta</em> inviata dalla Bce al Governo italiano il 5 agosto 2011. È un momento simbolicamente importante per il paese. Per la prima volta un Organismo non nazionale impone ad uno Stato Sovrano delle misure di austerità e, di fatto, ne delinea la linea politica da adottare. È la fine della sovranità nazionale. Da allora in poi tutto sarà possibile. Sobrietà, rigore, austerità, povertà, sacrifici ecc., saranno gli aggettivi più usati dai media nazionali da quel momento ad oggi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Contestualmente prende vita il Governo tecnico e nasce la stella di Monti. Il rigore, la messa in sicurezza dei conti dello Stato e la necessità di fare sacrifici vengono (misteriosamente) unanimemente accettati e condivisi. Il resto è storia recente che porta il nome di <em>riforma del mercato del lavoro</em> e, in seguito di <em>spending review.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><u>Il sistema dei sindacati</u></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La connessione con il sistema politico e la commistione con l’esecutivo sono ben note a tutti. Poco o nulla è stato fatto da CGIL, CISL e UIL per arginare l’ondata punitiva verso lo stato sociale e quel poco di <em>welfare</em> che ancora rimane nel paese. Le politiche sindacali dell’ultimo anno, miseramente, registrano il tiepido o nullo contrasto nei confronti del blocco della contrattazione nella P.A. e la complicità mascherata nei confronti della <em>riforma Brunetta.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La sottoscrizione del protocollo sul lavoro pubblico del 3 maggio 2012 da parte di CGIL, CISL, UIL e UGL sancisce definitivamente la fine del sindacalismo come strumento democratico di resistenza e opposizione per favorire un modello di sindacato cogestore dei provvedimenti governativi che in questo caso si chiamano: tagli alla spesa pubblica e messa in esubero-mobilità-licenziamento dei pubblici dipendenti. Con il protocollo del 3 maggio 2012 viene definitivamente accolta la licenziabilità (anche illegittima) dei dipendenti pubblici. L’accordo prevede infatti di <em>“… rafforzare i doveri di stabilità in caso di licenziamento illegittimo”.</em> Garanzie di stabilità non necessariamente equivalgono a reintegro, o no?. Va precisato che al momento non è stato raggiunto il consenso sulla legge delega che dovrà recepire  il protocollo e che vengono da più parti (Min. Fornero) invocate misure ancora più punitive nei confronti del comparto pubblico.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Infine è importante sapere che il comma 4 del protocollo, nel capitolo denominato <em>un nuovo modello di relazioni sindacali, </em>parla del <em>“coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nei processi di razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni (ad esempio spending review)”.</em> Vera merce di scambio dell’esecutivo per ottenere il consenso delle parti sociali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><u>L’Amministrazione del MAE</u></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">L’Amministrazione si trova tra l’incudine e il martello. Da una parte la volontà di mantenere in piedi i tradizionali, amichevoli, rapporti sindacali e dall’altra la necessità di fare i conti con le attuali limitatezze economiche.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La situazione consiglierebbe (secondo l’Amministrazione) una progressiva parziale sostituzione di posti funzione all’estero. Ma la limitazione dei trasferimenti di personale ha un prezzo elevato in termini di buone relazioni sindacali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Le indicazioni per una progressiva, parziale sostituzione di posti funzione delle aree funzionali con contrattisti emerge dalla relazione di una <em>commissione </em>esterna voluta dal Ministro Terzi. Tale <em>commissione</em> ha prodotto l’ormai famoso documento (anche questo, come quello della Bce, in un primo tempo <em>segreto</em>) che delinea le linee generali della revisione della spesa (<em>spending review</em>) per i prossimi anni.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Questo <em>master plan, </em>come noto, ha scatenato l’ira (giustificata) delle OO.SS.. Tuttavia è simpatico notare che a far parte della <em>commissione</em> ci sono illustri esponenti parlamentari a loro stessi attigui. Qualche fischiatina in casa propria forse tornerebbe utile a tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><u>Il nostro punto di vista</u></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">A seguito del blocco del <em>turn over</em> e della progressiva riduzione degli organici del MAE i posti disponibili presso le nostre rappresentanze diplomatiche diminuiscono costantemente e proporzionalmente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Posti pubblicati  2009	180</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Posti pubblicati  2010	175</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Posti pubblicati  2011	129</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La tendenza, prevedibilmente, in mancanza di una presa di posizione politica e sindacale generale, univoca e coerente, rimarrà la stessa (con o senza <em>commissione</em> <em>spending review</em>).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Concludendo. La situazione è grave e come tale andrebbe affrontata. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà che ci troviamo ad affrontare e crediamo che, per questo, si debba definitivamente voltare pagina. Confidiamo nella responsabilità di tutti per una reale, obiettiva, analisi e valutazione delle inefficienze della P.A.. Auspichiamo pertanto che vengano individuati gli opportuni correttivi normativi e strutturali finalizzati a liberare tutte quelle risorse che decenni di immobilismo opportunistico hanno soffocato.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Anche al MAE speriamo in una generale assunzione di responsabilità e chiediamo all’Amministrazione uno slancio innovativo per rimuovere tutte le difficoltà che hanno impedito, con la complicità di parte delle OO.SS., alla macchina di marciare efficacemente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><br /> </p>
<p align="center"><strong>CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO E L’INTESA SUL PUBBLICO IMPIEGO FIRMATA DA CGIL, CISL E UIL</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><strong>UNIFICHIAMO L’OPPOSIZIONE SOCIALE DEL LAVORO PUBBLICO, DEL PRIVATO E DEI CITTADINI CONTRO LO SMANTELLAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><strong>E DELLO STATO SOCIALE </strong> </p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/spending_review_01.jpg" length="12955" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-43738</guid>
                        <pubDate>Sun, 13 May 2012 16:03:00 +0200</pubDate>
                        <title>Appello dei delegati e RSU per un&#039;Assemblea Nazionale il 26 maggio</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/appello-dei-delegati-e-rsu-per-unassemblea-nazionale-il-26-maggio-3.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>RSU e  delegati di tantissime aziende private e amministrazioni pubbliche hanno  pubblicato un Appello che partendo dalla difficilissima fase in cui si  trova oggi il lavoro e il non lavoro nel nostro paese, promuove  un'Assemblea nazionale per il giorno 26 Maggio quale momento di  mobilitazione che potrà arrivare sino allo sciopero generale.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">USB appoggia  incondizionatamente questa iniziativa e la ritiene un appuntamento  importante per organizzare una risposta adeguata del mondo del lavoro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Un'assemblea aperta a  tutti i lavoratori e le lavoratrici, ai precari, ai disoccupati, ai  pensionati, ai cassaintegrati e agli “esodati”, a tutte le esperienze e  le realtà di lotta, al sindacalismo conflittuale ed indipendente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Invitiamo quindi tutti a <link http://www.assemblea26maggio.org/ _blank external-link-new-window><strong>FIRMARE L'APPELLO CLICCANDO QUI</strong></link> e a partecipare attivamente alla costruzione e alla realizzazione dell'Assemblea del 26 maggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; " align="right"><em>Unione Sindacale di Base</em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/megafono_26_maggio_03.jpg" length="131846" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-43599</guid>
                        <pubDate>Thu, 10 May 2012 08:49:00 +0200</pubDate>
                        <title>NON VOTATELA! APPELLO ALLE SENATRICI E AI SENATORI DELLA REPUBBLICA ITALIANA -Firma anche tu!-</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/non-votatela-appello-alle-senatrici-e-ai-senatori-della-repubblica-italiana-firma-anche-tu-2.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>MANDIAMO UN APPELLO A TUTTI I SENATORI INVITANDOLI A NON VOTARE</strong></p>
<p>Noi lavoratrici e lavoratori, precari,  disoccupati, cassaintegrati, pensionati vi chiediamo di NON VOTARE A  FAVORE del Disegno di legge 3249, ovvero la “controriforma del lavoro”<br /><br />Questo  disegno di legge, se approvato, sancirà la libertà di licenziare,  favorirà la precarietà,&nbsp; peggiorerà le condizioni di chi perde il  lavoro, senza garantire reddito a chi un lavoro non lo ha.<br /><br />Noi  respingiamo il tentativo, contenuto nel disegno di legge, di  contrapporre i diritti di chi li ha conquistati con i sacrifici e le  lotte, ai bisogni di precari e disoccupati.<br /><br />Noi respingiamo la  logica secondo cui cancellando l’articolo 18 e peggiorando le condizioni  di vita e di lavoro si favorisca lo sviluppo e si superi la crisi.<br /><br />Noi  respingiamo l’idea che per pagare il debito e soddisfare gli appetiti  di banche e finanza sia necessario cancellare il futuro dei giovani,&nbsp; le  pensioni degli anziani. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 align="center"><span style="color: rgb(255, 0, 0); ">FIRMA ANCHE TU</span><br style="color: rgb(255, 0, 0); " /><span style="color: rgb(255, 0, 0); ">L'APPELLO AI SENATORI</span><br /><link http://www.usb.it/index.php?id=nonvotatela _blank external-link-new-window>CLICCA QUI!!</link></h3>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/divieto_fornero_mailbombing_03.jpg" length="145529" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-42651</guid>
                        <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:47:00 +0200</pubDate>
                        <title>L&#039;AMMINISTRAZIONE E IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO (DGCS) parte tredicesima</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/lamministrazione-e-il-futuro-della-cooperazione-italiana-allo-sviluppo-dgcs-parte-tredicesima.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Allegato: articolo pubblicato sul Manifesto del 08/04/12 “La Cooperazione non riformata, nonostante Riccardi”.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Un primo (modesto) obiettivo è stato raggiunto. Il rapido incombere e la portata degli eventi che coinvolgono la Cooperazione tra cui la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 aprile u.s. hanno fatto uscire tutti gli attori allo scoperto. Oggi tutte le posizioni in campo sono finalmente chiare e esplicite.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">I sindacati:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Ad eccezione della USB sono unanimemente schierati per difendere il MAE dalle presunte minacce esterne al momento rappresentate dal neo Ministro per la Cooperazione Internazionale A. Riccardi. A questo proposito è chiarificatore il telegramma inviato il 22 marzo u.s. da una O.S. al Pres. del Consiglio M. Monti. In questo documento è apertamente esplicitata la preoccupazione e la contrarietà verso il menzionato provvedimento di avvalimento del 6 aprile 2012 che conferisce competenze di cooperazione al neo Ministro. Sulla stessa linea sono allineate quasi tutte le OO.SS.. Tuttavia ciò che più colpisce è il vuoto di argomentazioni a sostegno delle tesi sostenute e nella contrarietà all’attribuzione di competenze al neo Ministro. Quali competenze dovrebbe avere un Min. della Cooperazione se non quelle di Cooperazione?  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">L’Amministrazione:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Di differente tenore ma non differente sostanza è la posizione dell’Amministrazione che argomenta le ragioni delle difficoltà di ogni eventuale movimento di competenze con ricchezza di contenuti. La principale tesi che viene sostenuta è il possibile conflitto con la Legge 49/87 che già regolamenta le attività di cooperazione. A questo proposito l’Amministrazione indica l’opportunità di riformare al più presto la Legge 49/87 oggi nuovamente in discussione al Senato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>La posizione della USB è molto semplice. Riteniamo che l’unico vero interesse di tutti sia meramente il funzionamento della DGCS. La DGCS è composta da strutture (fisiche, amministrative e organizzative) e soprattutto dal suo personale. È da questa basica considerazione che dovrebbe prendere il via ogni riflessione. In quest’ottica appare irrilevante il nome o il logo dell’azienda.   </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La funzionalità della DGCS è il risultato del servizio di c.a. 300 persone (per il 20% personale esperto ex art.12 l.49/87 e per l’80% personale di ruolo del MAE e personale in posizione di comando da altre Amministrazioni dello Stato).  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La Cooperazione Italiana allo Sviluppo è una Direzione Generale del MAE e in quanto tale il suo personale è legato alle normative contrattuali e operative del Ministero degli AA.EE.. Tuttavia le funzioni che questo personale ricopre per via soprattutto della particolarità delle materie trattate e in ossequio all’art. 2 della legge 49/87 richiede una dose notevole di specifica professionalità. Tali profili professionali sono disegnati secondo le esigenze del MAE e non sono funzionali alle richieste della legge 49/87 art. 2. Ne consegue che nella DGCS (formalmente) non c’è tra le aree funzionali di ruolo e comandato personale qualificato e formato secondo i criteri della legge 49/87. Tale personale però, in servizio da molti anni nella DGCS (10/20 e più), ha acquisito una specifica professionalità.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La specializzazione e la preparazione tecnica sui temi della Cooperazione acquisite negli anni non hanno trovato e non trovano adeguata corrispondenza nel livello e nel relativo profilo professionale a loro attribuito. Tale circostanza, evidentemente, per quanto riguarda il personale comandato non ha rappresentato neanche il riconoscimento della piena titolarità di dipendenti MAE. Ricordiamo anche che questo personale è contrattualizzato nella Pubblica Amministrazione e, ove compatibile, titolato alla attribuzione della responsabilità del procedimento Amministrativo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><strong>Considerato quanto sopra non sembra al momento ipotizzabile una qualsivoglia riflessione sulla Cooperazione senza tenere nella giusta considerazione le effettive realtà operative e professionali di tutto il personale.  </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Inoltre, per finire, come indicato dal. Min. Terzi nel corso dell’incontro tenuto con le OO.SS. il 5 aprile u.s., la Cooperazione Internazionale si è rivelata essere, soprattutto negli ultimi anni, un importante elemento della politica estera del paese. Coerentemente a questo assunto, affinché la DGCS risulti realmente credibile nel rivendicare questa prerogativa appare necessario rispondere alle attuali sollecitazioni esterne con soluzioni organiche e di più ampio respiro (quindi credibili) che, affrontando la totalità dei problemi, possano utilizzare e valorizzare tutte le eccellenze (professionali e organizzative) presenti.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Indichiamo ancora una volta la necessità di individuare internamente al MAE una soluzione d’insieme per la Cooperazione Italiana che consideri il riconoscimento della professionalità di tutto il personale della DGCS.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/thumbnail.aspx_07.jpg" length="4514" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-42303</guid>
                        <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 18:01:00 +0200</pubDate>
                        <title>L&#039;AMMINISTRAZIONE E IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO (DGCS) parte dodicesima</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/lamministrazione-e-il-futuro-della-cooperazione-italiana-allo-sviluppo-dgcs-parte-dodicesima.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Il presente comunicato è indirizzato congiuntamente al Ministro della Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi e alla Direzione Generale della Cooperazione presso il MAE.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="center"><strong>Mai un comunicato della USB per la Cooperazione fu più problematico di questo.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Per molteplici ragioni. La prima è la mancanza di evidenza sul destinatario a cui inviarlo. La seconda è relativa allo svuotamento delle disponibilità finanziarie della DGCS. La terza deriva dalla sensazione di vuoto di idee e di prospettive sul futuro prossimo della Cooperazione. La somma di questi tre fattori non lascia sperare, almeno per il momento, in un rilancio immediato della cooperazione italiana allo sviluppo. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">È notizia di qualche settimana fa il taglio di ulteriori 7 milioni di Euro che il MAE ha operato a danno della Cooperazione italiana allo sviluppo per finanziare parte del Decreto denominato <em>svuota carceri.</em> Tali economie vanno sommate ai precedenti tagli alla Cooperazione sul budget 2012 per 93 milioni di euro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Eppure molto si dovrebbe e si potrebbe fare.</strong> La gran parte dei paesi europei e molti dei paesi emergenti<em> </em>stanno aumentando ogni anno i propri investimenti nel settore della Cooperazione<em> </em>Internazionale. Sono altrettanto impegnati nell’individuazione di proposte per un rilancio delle politiche di sostegno allo sviluppo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Miseramente le strategie nostrane in materia di cooperazione si sono limitate a produrre l’ormai (dovuto) famoso decreto interministeriale recante il nuovo statuto professionale degli esperti di cui all’articolo 16 comma 1, lettere c) ed e) della Legge 49/87. In due parole il regolamento che prevede l’assunzione a tempo indeterminato presso il MAE con contratto privato dei 58 esperti UTC.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Tre problemi, tre risposte. </strong>Crediamo sia arrivato il momento di avere coraggio. Di fronte alla ristrettezza delle risorse economiche, alla carenza organizzativa e al gap culturale della Cooperazione è arrivato il momento di percorrere nuove strade, di sperimentare percorsi inesplorati e innovativi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Carenza di fondi. La Cooperazione è un bene di tutti, è una risorsa da valorizzare e proteggere. Un paese civile non può, in ossequio ad un principio morale di solidarietà, fare a meno del proprio contributo verso la riduzione delle sperequazioni economiche e sociali globali. In quest’ottica crediamo sia possibile, sviluppando ingegno e creatività, individuare strumenti innovativi di <em>fund</em>-<em>raising</em> a favore dei PVS.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Carenza organizzativa. La Cooperazione Italiana allo Sviluppo è una Direzione Generale del MAE (legge 49/87) e in quanto tale il suo personale (personale comandato da altre Amministrazioni dello Stato e di ruolo del MAE, c.a. 300 unità) è legato alle normative contrattuali e operative della Pubblica Amministrazione e del Ministero degli AA.EE.. Tuttavia nella DGCS (formalmente), all’infuori del personale esperto, non figura personale qualificato e formato secondo i criteri e i principi della legge 49/87. Tale personale però, in servizio da molti anni nella DGCS (10/20 e più), ha maturato una specifica professionalità e risulta vitale per le attività di cooperazione.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><em><strong>La specializzazione e la preparazione tecnica sui temi della Cooperazione acquisite negli anni non hanno trovato e non trovano adeguata corrispondenza nelle normative contrattuali e operative del personale (CCNL integrativo MAE 2006-2009).</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">E’ arrivato il momento di individuare una soluzione d’insieme per la Cooperazione Italiana che consideri il riconoscimento della professionalità di tutto il personale della DGCS.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Gap culturale</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La gran parte delle categorie interpretative che conosciamo non sono più in grado di interpretare efficacemente le realtà e di dare conto dei cambiamenti globali in atto. Le società sono soggette a mutamenti così radicali, veloci e articolati che rendono opportuno un orientamento verso ogni ipotetico futuro. <em><strong>Tali trasformazioni modificano le caratteristiche della distribuzione della ricchezza e delle diseguaglianze con modalità complesse e inedite. </strong></em>I sistemi sociali e produttivi del mondo hanno subito e/o stanno subendo una metamorfosi che ne ha ridefinito i principi di fondo.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Si fa strada la necessità di ripensare radicalmente ai modelli di sviluppo e al modo di fare cooperazione.  </strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/thumbnail.aspx_06.jpg" length="4514" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-42302</guid>
                        <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 17:57:00 +0200</pubDate>
                        <title>ASSEMBLEA del 2 marzo u.s.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/assemblea-del-2-marzo-us.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Il personale dell’UTC – DGCS riunito il 2 marzo u.s. in assemblea ha individuato con precisione alcuni elementi utili ad allontanare al più presto la cooperazione dalla attuale indeterminatezza e dai rischi di una eventuale dismissione:  </p><ul><li><p style="margin-bottom: 0cm">La 	necessità di riordinare e di rilanciare il ruolo la DGCS attraverso 	il riconoscimento 	della professionalità 	di tutto il personale che vi presta servizio (personale comandato da 	altre amministrazioni dello Stato, personale di ruolo, personale 	esperto art. 12 L. 49/87 e personale diplomatico addetto alla 	cooperazione);  	</p> 	</li><li><p style="margin-bottom: 0cm">Improrogabilità 	della ricerca di una soluzione adeguata per il personale in Comando 	presso la DGCS e proveniente da diverse amministrazioni pubbliche;</p> 	</li><li><p style="margin-bottom: 0cm">L’applicazione 	sinergica delle Leggi che regolano le funzioni della Cooperazione 	con particolare attenzione a quanto previsto 	dalla normativa in materia di responsabilità del “procedimento 	amministrativo”;</p> 	</li><li><p style="margin-bottom: 0cm">Adeguamento 	delle procedure e delle attività della DGCS alla normativa in 	vigore presso la cooperazione europea;</p> </li></ul><p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Al fine di aumentare il coinvolgimento e l’interesse della società civile verso la cooperazione internazionale l’assemblea ha anche proposto la realizzazione un Forum di discussione pubblica all’interno del sito della cooperazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">In particolare, al fine di raggiungere gli obiettivi indicati la USB propone:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p><ul><li><p style="margin-bottom: 0cm">La 	costituzione di un ruolo di Cooperazione con 	l’introduzione di 	profili professionali specifici per la DGCS.  	</p> </li></ul><p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Tale proposta prevede un profilo professionale di <em>seconda Area</em> e un profilo professionale di <em>terza Area</em>.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Il costituendo ruolo di cooperazione dovrebbe prevedere un contingente di personale di numero idoneo alla realizzazione delle attività sulla base degli impegni internazionali sottoscritti dal Paese e in linea con le direttive e la programmazioni della comunità europea.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><br /> </p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/logo__PI.jpg" length="8984" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-39812</guid>
                        <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 21:45:00 +0100</pubDate>
                        <title>UN GRANDE SCIOPERO GENERALE CONTRO GOVERNO MONTI E BCE</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/un-grande-sciopero-generale-contro-governo-monti-e-bce-3.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Lo sciopero generale nazionale di 24 ore, proclamato oggi per tutte le categorie dei lavoratori da Usb,&nbsp; Orsa,&nbsp;&nbsp; SlaiCobas,&nbsp;&nbsp; Cib-Unicobas,&nbsp;&nbsp; Snater,&nbsp;&nbsp; SiCobas e&nbsp; Usi, colpisce il segno.</strong></p>
<p align="justify"><br /><br />Il successo del primo vero sciopero generale contro Il Governo Monti dimostra, secondo l’Unione Sindacale di Base, che nel Paese sta crescendo la consapevolezza dei danni procurati ai lavoratori e alle lavoratrici dal tandem Monti-BCE e dell’esigenza di sostenere e rafforzare con la lotta il sindacalismo indipendente e conflittuale.<br /><br />&nbsp;<br /><br />Il primo bilancio, a sciopero ancora in corso, è infatti quello di un’adesione ampia e partecipata in tutti i settori del mondo del lavoro pubblico e privato, con un grande risultato nei trasporti ma anche nella pubblica amministrazione, con servizi bloccati e sportelli chiusi, ma anche con supermercati a singhiozzo e punti vendita che hanno chiuso i battenti, come, ad esempio, alla IperCoop Casilino di Roma.</p>
<p align="justify"><br />Paralizzate le città, per&nbsp; il trasporto pubblico locale che nella prima parte della giornata ha registrato in media un 70% di adesione allo sciopero, con punte del 80% a Bologna e Venezia, e prospettiva di aumento in fascia serale. Cancellati tutti i treni non garantiti e nel trasporto aereo, nonostante numerosissime comandate e precettazioni soprattutto in Alitalia, sono stati cancellati gran parte dei voli a Fiumicino e Malpensa, mentre Meridiana ha visto ben il 100% di cancellazioni.<br /><br />&nbsp;<br /><br /><strong>“Via il governo Monti. Non paghiamo il debito”, lo striscione che ha aperto il corteo nazionale a cui hanno partecipato almeno 40.000 manifestanti lungo le vie di Roma. Un corteo lunghissimo, nonostante l’impossibilità a raggiungere la capitale da alcune regioni del Sud a causa della mancanza di carburante per i pullman.<br /></strong></p>
<p align="justify"><br />Operai, disoccupati, maestre, accanto ai migranti, i lavoratori del commercio, gli addetti alle telecomunicazioni; come pure tanti&nbsp; studenti, medi e universitari, e lavoratori in lotta per il diritto all’abitare e per il reddito. Forte la solidarietà al movimento No TAV, dietro lo striscione “Libertà per i No Tav. Le lotte non si arrestano&quot;. Numerosi inoltre i lavoratori della Cgil che hanno scelto di aderire allo sciopero della USB ed alla manifestazione.<br /><br />&nbsp;<br /><br />Il corteo si è concluso dando due nuovi appuntamenti: 23 febbraio, giornata di lotta europea dei lavoratori pubblici, e 28 marzo, manifestazione europea dei lavoratori dei trasporti a Bruxelles.<br /><br /></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/logo_USB_200_16.jpg" length="59612" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-39516</guid>
                        <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:26:00 +0100</pubDate>
                        <title>UNA CAPPA DI SILENZIO CONTRO CHI DICE NO AL GOVERNO MONTI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/una-cappa-di-silenzio-contro-chi-dice-no-al-governo-monti-5.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>USB RICORRE AD AGCOM E COMMISSIONE DI GARANZIA SULLO SCIOPERO PER MANCATA INFORMAZIONE SULLO SCIOPERO GENERALE

</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L’Unione Sindacale di Base ha chiesto l’intervento della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e della Commissione di Garanzia sullo Sciopero per ristabilire il rispetto della legge in materia di informazione sulle azioni di sciopero.<br /><br />&nbsp;<br /><br />L’imminente sciopero generale di 24 ore, proclamato il 27 gennaio da USB insieme ad altre 6 sigle sindacali, che in tutto il territorio nazionale coinvolgerà tutti i lavoratori pubblici e privati – dai trasporti ferroviari agli uffici pubblici, dal trasporto locale alle telecomunicazioni – è infatti avvolto da una cappa silenzio o viene veicolato in modo parziale e fuorviante dai mezzi di stampa e radiotelevisivi<br /><br />&nbsp;<br /><br />Tale condotta è in contrasto con quanto previsto dalla legge 146/90 e 83/200 e successive modifiche (art. 1 comma 6) in cui si prevede che “….Il servizio pubblico radiotelevisivo è tenuto a dare tempestiva diffusione a tali comunicazioni, fornendo informazioni complete sull’inizio, la durata, le misure alternative e le modalità dello sciopero nel corso di tutti i telegiornali e giornali radio. Sono inoltre tenuti a dare le medesime informazioni i giornali quotidiani e le emittenti radiofoniche e televisive che si avvalgano di finanziamenti o, comunque, di agevolazioni tariffarie, creditizie o fiscali previste da leggi dello Stato.....” .<br /><br />&nbsp;<br /><br />USB, ben consapevole che questo sciopero generale, indetto contro il Governo Monti e le sue politiche di attacco al salario e ai diritti del mondo del lavoro, è inviso a chi ritiene che non vada “disturbato il manovratore” mentre è impegnato a far rispettare i dettami dell’Europa&nbsp; delle banche, della finanza internazionale e delle aziende, chiede che venga quantomeno ristabilita la legalità:<br /><br />&nbsp;<br /><br />“Invitiamo quindi la Commissione di Garanzia sullo Sciopero e l'AGCOM – recita la lettera USB - ad intervenire immediatamente per ristabilire la legalità ed il rispetto della legge e conseguentemente la tutela dell'utenza in tutti i settori produttivi, nei servizi, nei trasporti, nella sanità e in tutti gli ambiti di lavoro tutelati dalla legge sul diritto di sciopero ed a procedere con le sanzioni previste dalla legge 146/90 e 83/2000 per tutti quei soggetti (aziende, amministrazioni, giornali e televisioni) che non hanno proceduto alla specifica informazione all'utenza, riservandoci comunque di verificare le possibilità di un intervento di carattere legale nei confronti delle aziende e delle testate giornalistiche e radiotelevisive che non abbiano rispettato quanto previsto dalla legge”.<br /><br /></p>
<p>USB Unione Sindacale di Base</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/3_scimmie_soldi_04.jpg" length="106397" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-39407</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:36:00 +0100</pubDate>
                        <title>a proposito del Console italiano ad Osaka, Mario Vattani...</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/a-proposito-del-console-italiano-ad-osaka-mario-vattani.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>“Siamo tornati con Matteo e con Sergio Vicino ai cessi c’era il  bastardo che mi aveva aggredito. L’abbiamo messo per terra Cercava di scappare. Gli ho dato tanti di quei calci ed era tanta la rabbia che mi sono quasi storto una caviglia”</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Questo è un brano di una “canzoncina” che il Console italiano ad Osaka, Mario Vattani, ha cantato durante la sua partecipazione ad un Festival organizzato da “Casa Pound” (nota organizzazione neo-fascista) prima della partenza per il suo incarico presso il consolato di Osaka. Questo gli è valso un balzo agli onori della cronaca e l’interessamento addirittura del Quirinale, che ha chiesto alla Farnesina di procedere celermente alle “adeguate” sanzioni nei confronti di chi, ricopre un alto incarico pubblico e per giunta rappresenta la nostra nazione in una importante città del Giappone come Osaka. Sempre in questa “famosa” apparizione in veste di cantante rock il Console Mario Vattani ha elogiato (così riportano molti articoli di giornale ed è visibile sul web) la famigerata “Repubblica di Salò” e definito la Repubblica d’Italia, nata dalla Resistenza contro il Nazi-fascismo, la “Repubblica degli epuratori”. Come è possibile che un funzionario dello Stato come il “Console” possa andare in giro per il mondo a rappresentare proprio quella Repubblica definita in termini più che offensivi, oltraggiosi?<br /><br />È inoltre necessario rilevare il comportamento del Ministero degli Affari Esteri, che non interviene tempestivamente sul caso, ad oggi ci risulta che il Console sia ancora nel pieno delle sue funzioni ad Osaka, e questo forse anche per il fatto che Mario Vattani è figlio dell’ex Segretario Generale del Ministero Umberto, come sostiene V. Nigro su La Repubblica del 17 gennaio 2012.<br /><br />Il Ministro Terzi partecipando alla trasmissione televisiva “Otto e mezzo” di Lilli Gruber, ha ammesso la lentezza e promesso tutto il suo impegno per accelerare il procedimento e auspica una sanzione molto pesante nei confronti del Console. È piuttosto singolare però che il Ministro abbia, nell’intervista alla Gruber, posto all’ultimo la questione di “principio” (l’Antifascismo Costituzionale), citata solo dopo l’aspetto negativamente “mediatico” dell’episodio (gli articoli di stampa e un quesito senza risposta chiesto dal quotidiano la Repubblica).<br /><br />Come lavoratori/lavoratrici, come sindacato, ci rifiutiamo di essere rappresentati da questo tipo di diplomatici. Il nostro profondo spirito democratico ci impone di chiedere che la questione del “Console” di Osaka sia affrontata molto seriamente e nel più breve tempo possibile, che siano inoltre rese pubbliche le sanzioni somministrate.<br /><br /><strong>Resta, in ultimo, da chiedersi com’è possibile che una persona con tale “temperamento” possa essere diventato Console? </strong></p>
<h3 align="center"><strong>Ai lavoratori la risposta!</strong></h3>
<h3 align="center"><strong><br />Candidati con l’USB: il sindacato libero e indipendente</strong></h3>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/console.jpg" length="7752" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-39182</guid>
                        <pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:57:00 +0100</pubDate>
                        <title>Cos&#039;altro c&#039;è da attendere?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/cosaltro-ce-da-attendere-3.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le agenzie di rating impazzano e decidono le sorti  dei Paesi, i creditori - banche, fondi speculativi, finanzieri ecc. –  bussano violentemente alla porta e ci ricordano che a febbraio dovremo  pagare ben 45 miliardi di interessi sul debito pubblico, la Germania ci  spiega, con fare compito ma risoluto, che sono cazzi nostri come uscire  dalla crisi (alla faccia dell’“Unione” Europea), il neo governatore  della BCE ci avverte che la situazione è gravissima e, ad esclusione dei  tassisti, nessuno apre bocca, sembra non accadere nulla. </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ma che sta succedendo a questo paese? Sembra che  tutti si siano ritirati in un’illusoria difesa del proprio, in attesa  che succeda il disastro annunciato, quasi un generale “io speriamo che  me la cavo”.  </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">La stampa, legata tutta a doppio filo a quelle forze  politiche così rissose fino a due mesi fa ed oggi concordi nel  sostenere i banchieri della Trilateral, ci seppellisce ogni giorno di  notizie rassicuranti, ci presenta un governo dall’aplomb inglese che  trova ascolto tra i grandi d’Europa, che sa parlare ai mercati. </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Le privatizzazioni (le chiamano liberalizzazioni  perché fa meno stridore) stanno per distruggere quel che rimane  dell’intervento pubblico in tema di energia, di acqua, di trasporti e  tutti parlano delle licenze dei taxi o delle farmacie come se la loro  moltiplicazione fosse in grado di dare una spinta al paese o far  aumentare il PIL. Quelle sui tassisti e sulle farmacie hanno  principalmente una ragione ideologica – il trionfo del libero mercato  sugli egoismi di pochi -, quelle sui trasporti, sull’energia, sull’acqua  hanno invece fondamento economico, eccome se ce l’hanno! </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 class="bodytext" align="center"><strong>La parte costosa rimane a noi, quella fruttuosa va in pasto ai padroni e al capitale.</strong></h3>
<p align="justify"><br />Nelle  ferrovie ad esempio l’unica cosa che rimarrebbe pubblica è la gestione  della Rete, cioè quella che necessita di continui investimenti in  manutenzione, di migliorie, di adeguamenti alle normative europee, cioè  tutto ciò su cui è necessario spendere ed investire continuamente. Agli  altri il compito di far soldi, business, affari. E’ un po’ come è stato e  continua ad essere con la vendita delle proprietà statali e degli enti  locali, noi le abbiamo pagate e mantenute, ora le svendono a quattro  soldi perché c’è bisogno di ripianare il debito e gli speculatori si  arricchiscono, fanno affari.  </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Intanto sulle buste paga di febbraio scattano gli  aumenti dell’Irpef locale (con stangate che per la loro pesantezza  saranno addirittura ritirati a rate!), l’inflazione è raddoppiata grazie  all’aumento dell’IVA e del petrolio con conseguenti aumenti  stratosferici di benzina, riscaldamento, elettricità, gas, trasporti  pubblici, beni alimentari e di massa, eccetera, eccetera. </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">In questo idilliaco scenario le organizzazioni  sindacali complici – CGIL, CISL UIL e UGL – non riescono a pensare ad  altro che a ritrovare la perduta unità per tuonare verso il governo  chiedendo a gran voce di essere ascoltati per fare un altro “patto  sociale” in cui strappare pezzetti infinitesimali di potere per le loro  organizzazioni, non certo per i lavoratori. </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">C’è insomma la necessità impellente di invertire  questa tendenza all’irrimediabilità della crisi, alla inevitabilità del  pagamento di un debito che non è nostro (semmai siamo tutti creditori),  all’ineluttabilità del pagamento del rovesciamento della crisi sulle  nostre vite. </p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em><strong>Cos’altro c’è da attendere?</strong></em></h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">C’è bisogno di riandare in piazza, di lottare, di  rendere visibile la nostra assoluta alterità a queste scelte, la  profonda convinzione che il debito non debba essere pagato e che la cura  è peggio della malattia, soprattutto perché la malattia è del loro  sistema. </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Scioperare e manifestare il 27 gennaio  insieme al sindacato indipendente e conflittuale per aprire una nuova  stagione, prima che sia troppo tardi. </strong></p>
<p>USB Unione Sindacale di Base</p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/AtkPhXikC_s" width="280" align="middle" frameborder="0" height="200"></iframe>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/27_gennaio_03.jpg" length="54825" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-39084</guid>
                        <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:17:00 +0100</pubDate>
                        <title>Roma, 24 gennaio. Convegno &#039;Contro la Crisi: Rappresentanza, Democrazia e Pluralismo sindacale&#039;</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/roma-24-gennaio-convegno-contro-la-crisi-rappresentanza-democrazia-e-pluralismo-sindacale-2.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>L&#039;anno zero della contrattazione collettiva
Contro la Crisi: Rappresentanza, Democrazia e Pluralismo sindacale Riformare l&#039;Art. 18 dello Statuto? No, l’articolo 19
INCONTRO PROMOSSO DAL FORUM DIRITTI LAVORO IN COLLABORAZIONE CON USB e RETE 28 APRILE</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<h3 align="center">&nbsp;</h3>
<h3 align="center">&nbsp;</h3>
<h3 align="center"><strong>Contro la Crisi: Rappresentanza, Democrazia e Pluralismo sindacale</strong></h3>
<p align="center"><strong>Riformare l'Art. 18 dello Statuto? No, l’articolo 19</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><em><strong>PRESIEDONO</strong></em> </p>
<p>FRANCO RUSSO (Forum Diritti/Lavoro) </p>
<p>PAOLA PALMIERI (USB Nazionale) </p>
<p>MAURIZIO MARCELLI (Rete 28 Aprile/FIOM Nazionale) </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>INTRODUCE</strong></em> </p>
<p>ARTURO SALERNI (avv. Forum Diritti/Lavoro) </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>COMUNICAZIONI</strong></em> </p>
<p>PIERPAOLO POLLINI (RSU/FIOM Fincantieri Ancona) </p>
<p>EZIO ELIA (RSU/USB New Holland - San Mauro Torinese) </p>
<p>ANTONIO DI STASI (Prof. Diritto del Lavoro - Università di Ancona) </p>
<p>MIMMO LOFFREDO (RSU/FIOM FIAT Pomigliano) </p>
<p>ANDREA QUAGLIETTI (RSU/USB Licenziato Manuli - Ascoli Piceno) </p>
<p>GIUSEPPE MARZIALE (Avv. Foro di Napoli) </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>CONCLUDE</strong></em> </p>
<p>CARLO GUGLIELMI (Avv. - Presidente Forum Diritti Lavoro) </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>INTERVENGONO</strong></em> </p>
<p>PIERPAOLO LEONARDI (USB nazionale) • GIORGIO  CREMASCHI (Presidente Comitato Centrale FIOM) • MAURIZIO ZIPPONI  (Responsabile Dipartimento Lavoro IDV) • EMILIO GABAGLIO (Presidente  Forum Lavoro PD) • ROBERTA FANTOZZI (Responsabile Lavoro PRC) •  MASSIMILIANO SMERIGLIO (Responsabile Lavoro SEL) • FABRIZIO TOMASELLI  (USB Nazionale) • RICCARDO FARANDA (Avv. Forum Diritti Lavoro) </p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>CON L’ADESIONE DEL COMITATO “NO DEBITO”</strong></p>
<h3 align="center">24 gennaio ore 15<br />PALAZZO DELLA PROVINCIA DI ROMA<br />VIA IV NOVEMBRE - SALA DELLA PACE</h3>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/20120124_locandina_convegno_Contro_la_Crisi_img_04.jpg" length="211152" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-38924</guid>
                        <pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:27:00 +0100</pubDate>
                        <title>NON BASTA CAMBIARE L&#039;ORCHESTRA, BISOGNA CAMBIARE LA MUSICA! -volantino PI-</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/non-basta-cambiare-lorchestra-bisogna-cambiare-la-musica-volantino-pi-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>In allegato il volantino</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Sembra passato un  secolo dal 12 novembre scorso quando il Governo Berlusconi ha tolto le  tende e con lui il nostro Ministro Brunetta: l’euforia e l’ubriacatura&nbsp;  post-berlusconiana sono ormai definitivamente passate. </p>
<p align="justify"><br />Noi non ci siamo mai illusi, consapevoli che&nbsp; le  nefandezze ed i danni prodotti in particolare alla pubblica  amministrazione ed ai lavoratori pubblici non possano essere risanati&nbsp;  da un Governo composto da banchieri che rispondono unicamente ai dettati  della BCE e della UE. </p>
<p align="justify"><br />Chi invece in campo sindacale&nbsp; ha deciso&nbsp; di  appoggiarne la nascita, oggi si ritrova&nbsp; a fare i conti con una manovra  economica che ha un obiettivo molto chiaro: salvare le banche e far  pagare la crisi ai lavoratori. </p>
<p align="justify"><br />Le forze sindacali, che negli anni del  Brunettismo hanno avuto un ruolo accondiscendente fino alla complicità  con le peggiori scelte governative&nbsp; che: </p>
<p align="justify">·&nbsp;&nbsp; &nbsp;tagliano&nbsp; il fondo per il salario accessorio e di produttività <br />·&nbsp;&nbsp; &nbsp;bloccano la possibilità delle progressioni orizzontali e verticali <br />·&nbsp;&nbsp; &nbsp;consentono l’applicazione delle fasce di merito<br />·&nbsp;&nbsp; &nbsp;bloccano i contratti fino al 2017 <br />·&nbsp;&nbsp; &nbsp;hanno tentato di ridicolizzare i dipendenti pubblici facendoli passare per una massa di fannulloni ed incapaci<br />·&nbsp;&nbsp; &nbsp;hanno cercato di sfasciare quei servizi pubblici che rappresentano UN BENE COMUNE da difendere strenuamente  </p>
<p align="justify"><br />oggi chiamano allo sciopero unicamente per potere concertare con il Governo un nuovo patto sociale. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><br />Un patto sociale che, secondo le loro  intenzioni, dovrebbe fondarsi sui contenuti dell’accordo del 28 giugno  scorso, consentendo a Governo e padronato di superare il valore dei  Contratti Nazionali di Lavoro e regalando a queste organizzazioni  sindacali, “unte dal signore”, la titolarità esclusiva di rappresentanza  dei lavoratori, eliminando ogni residuo di democrazia nei luoghi di  lavoro. </p>
<p align="justify"><br />Un nuovo patto sociale che, facendo proprie le  compatibilità di bilancio imposte dalla U.E. ed il pagamento del debito  pubblico, dovrebbe soppiantare quello del 1992/1993 con il quale,  attraverso una drastica compressione dei salari e dei diritti, di  sostegno a manovre finanziarie “lacrime e sangue”, appoggiarono le  politiche governative per entrare nei parametri di Maastricht e poi  nell’Unione Economica Monetaria dell’Euro. &nbsp; </p>
<p align="justify"><br />No, grazie, abbiamo già dato! </p>
<p align="justify"><br />Intanto i leader europei strutturano un nuovo  “patto di bilancio interno” che rende ancora meno sovrani i singoli  Stati dell’Eurozona, imponendo delle misure economiche rigidissime, a  favore delle banche e&nbsp; i cui costi vengono interamente scaricati sui  settori popolari. </p>
<p align="justify"><br />Fra queste l’inserimento del pareggio di  bilancio nelle singole Costituzioni che, se non rispettato, comporterà  un automatico ed ulteriore salasso per i dipendenti pubblici e per&nbsp; la  pubblica amministrazione. </p>
<p align="justify"><br />&nbsp; <br />Noi siamo convinti che bisogna battersi  per la cacciata di questo Governo e per l’uscita dall’Unione Europea e  siamo impegnati, oltre che nelle iniziative in programma per questi  giorni, nella costruzione dello sciopero generale di tutte le categorie  per il mese di gennaio. </p>
<p><br /><br />Non resettiamo la nostra memoria, resettiamo  invece coloro che ci hanno ridotto in queste condizioni, perché  un’alternativa è possibile, così come è possibile tornare ad essere  protagonisti delle decisioni per concretizzare i nostri bisogni  collettivi, contribuendo a rafforzare chi da anni sostiene e difende gli  interessi dei lavoratori pubblici e di un’amministrazione pubblica come  bene comune!<br /><br /> </p>
<h3 align="center">In occasione delle elezioni RSU presentiamo e sosteniamo<br />in ogni luogo di lavoro pubblico la lista USB Pubblico Impiego!<br /><br />Organizziamo il conflitto,<br />conquistiamo il futuro!</h3>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/20111200_mi_scala_img_01.jpg" length="106678" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-38881</guid>
                        <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 14:14:00 +0100</pubDate>
                        <title>L&#039;AMMINISTRAZIONE E IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO (D.G.C.S.) parte decima</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://affariesteri.usb.it/leggi-notizia/lamministrazione-e-il-futuro-della-cooperazione-italiana-allo-sviluppo-dgcs-parte-decima.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il giorno mercoledì 21 dicembre u.s. alle ore 10.00 presso la Sala Francesca Onofri la USB ha partecipato ad una riunione presieduta dal Direttore Generale della DGCS Min. E. Belloni. L’incontro, richiesto dalla stessa USB, aveva lo scopo di acquisire informazioni sul futuro ruolo e assetto della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo a seguito della recente nomina del Ministro per la Cooperazione e l’integrazione Andrea Riccardi. <br />La USB ha ritenuto di dover rappresentare alla amministrazione lo stato di incertezza del personale della DGCS per le eventuali possibili evoluzioni della situazione. <br /><br />L’incontro, disertato da quasi tutti i sindacati (presenti solo USB e SINDMAE), è durato pochi minuti. Probabilmente si è trattato della riunione più breve nella storia delle relazioni sindacali del MAE. Tuttavia, le situazioni estreme spesso nascondono le circostanze più delicate e di maggiore interesse. E’ fin troppo facile intuire che ai vertici delle Istituzioni si stia giocando una partita i cui esiti sembrano legati soprattutto alle future condizioni politiche del paese e a più generali interessi e circostanze. <br />L’amministrazione nel corso della riunione ha lapidariamente precisato che, secondo quanto indicato dalla L. 49/87, la cooperazione è (e rimane) gestita dal MAE, aggiungendo un enigmatico “per il momento”. Rimane quindi “per il momento” incomprensibile la scelta del governo di nominare un Ministro per la Cooperazione che non ha la possibilità di definire né le linee politiche né la gestione delle risorse umane e strumentali della Cooperazione Italiana. Insomma, poco sapevamo e poco sappiamo. Neanche il recente Decreto del Ministro n. 778 del 21 dicembre u.s. che attribuisce le deleghe ai Sottosegretari di Stato agli Affari Esteri ha aggiunto nulla poiché non ha previsto alcuna delega per la cooperazione.<br />E’ stata predisposta in questi giorni dalla nostra O.S. analoga richiesta di chiarimenti, questa volta al Min. della cooperazione e integrazione Andrea Riccardi. Sarà nostra cura tenere tutti informati sugli esiti del futuro incontro.<br /><br />Eppure molto bisognerebbe fare, soprattutto in questo momento storico in cui le enormi sperequazioni economiche e sociali globali impongono, in ossequio ad un principio morale di solidarietà, l’individuazione di adeguati strumenti di politica estera e di governance globale. In questa direzione la gran parte dei paesi europei e molti dei paesi emergenti stanno aumentando ogni anno i propri investimenti nel settore della cooperazione internazionale. Nel comunicato numero nove dell’11 ottobre u.s. in solitudine denunciammo che circa la metà dei risparmi del MAE sul budget 2012 (206 milioni di euro) derivano da tagli alla cooperazione DGCS (93 milioni di euro). Operazione questa, come anticipato, in controtendenza con le scelte operate dal resto dell’Europa dove i tagli toccano tutti i settori pubblici salvo quello della cooperazione allo sviluppo. Anzi la tendenza d’oltralpe appare del tutto opposta. Paesi come la Gran Bretagna o la Spagna vedono aumentare i propri trasferimenti a favore dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo.<br /><br />Miseramente le strategie nostrane (casarecce) in materia di cooperazione si sono limitate a produrre l’ormai (dovuto) famoso decreto interministeriale recante il nuovo statuto professionale degli esperti di cui all’articolo 16 comma 1, lettere c) ed e) della Legge 49/87. In due parole il regolamento che prevede l’assunzione a tempo indeterminato presso il MAE con contratto privato di 58 esperti UTC. Tale personale graverà sul bilancio della DGCS. <br />Il decreto, anche se auspicato e opportuno, non sembra in grado da solo di risollevare le sorti di una cooperazione italiana senza progettualità e senza soldi. Nella convinzione che il successo di ogni organizzazione dipende in primo luogo dalle sue risorse (umane, finanziarie, organizzative) sarebbe viceversa desiderabile una generale, coraggiosa, trasformazione normativa che consenta di utilizzare al meglio la totalità delle professionalità presenti in cooperazione a cominciare dal personale in posizione di comando. E’ sotto gli occhi di tutti che l’operatività della DGCS è il risultato del servizio di c.a. 300 persone di cui il personale esperto rappresenta circa il 20%. Il rimanente 80% è composto da personale di ruolo del MAE e da personale in posizione di comando da altre Amministrazioni dello Stato. Ricordiamo anche si tratta di personale della Pubblica Amministrazione e, ove compatibile, titolato all’attribuzione della responsabilità del procedimento Amministrativo.<br /><br />Concludendo riteniamo che la cooperazione internazionale si sia rivelata essere, soprattutto negli ultimi anni, un imprescindibile strumento di politica estera e in quanto tale sembrerebbe ascrivibile al Ministero degli Affari Esteri. Coerentemente a quest’ assunto, affinché la DGCS risulti realmente credibile nel rivendicare questa prerogativa riteniamo tragicamente insufficiente limitarsi alla sola “sistemazione della questione esperti UTC”. Appare necessario rispondere alle attuali richieste esterne con soluzioni organiche e di più ampio respiro (quindi credibili) che, affrontando la totalità dei problemi, consentano di utilizzare e valorizzare tutte le eccellenze (professionali e organizzative) presenti.<br />Nel quadro del contenimento delle spese (obiettivo necessario per il rilancio della Cooperazione) e nel solco scavato dal decreto interministeriale recante il nuovo statuto professionale degli esperti (primo vero passo verso il ruolo di cooperazione) indichiamo ancora una volta la necessità di individuare una soluzione d’insieme per la Cooperazione Italiana che consideri il riconoscimento della professionalità di tutto il personale della DGCS.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://affariesteri.usb.it/fileadmin/uploads/news/thumbnail.aspx_05.jpg" length="4514" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
            
        </channel>
    </rss>

