Notizie dal Coordinamento. Protocollo 1129

Roma -

Il voto e noi

Ringraziamo tutti i colleghi che hanno permesso il voto dei cittadini italiani residenti all'estero aggiungendo anche questo importantissimo compito a quelli già gravosi che svolgono quotidianamente.  E' stata una prova decisiva della centralità del Ministero degli Affari Esteri e un ulteriore esempio, questa volta sul piano della democrazia e dei diritti, di quanto sia necessario per il Paese disporre di una rete all'estero efficiente. 

Per la prima volta anche noi dipendenti del MAE abbiamo potuto votare e potremo partecipare anche al prossimo referendum sulle modifiche alla Costituzione. Votare è un nostro diritto per cui ci siamo battuti nelle sedi istituzionali insieme ad altre due sigle sindacali, sollecitando anche l'intervento dei parlamentari più attenti al problema. A suo tempo siamo stati criticati perché i nostri voti all'estero sarebbero stati inutili. Oggi i fatti ci danno ragione.  Resta la necessità che il prossimo Parlamento preveda una disciplina normativa definitiva sul nostro voto, perciò è necessario che il prossimo Ministro degli Affari Esteri, chiunque sarà, si impegni ad affrontare la questione.

 

Dove va il 5 per mille?

Da quest'anno anche noi,  come da tempo avviene in paesi di cultura anglosassone, possiamo indicare nella Dichiarazione dei redditi a chi destinare il 5 per mille delle nostre tasse per finalità sociali e per la ricerca scientifica. Fra gli enti che è possibile indicare figurano i comuni, le università, alcune organizzazioni meritorie e prestigiosi centri di ricerca. Soldi pubblici che vanno a istituzioni pubbliche.

In questi casi il nostro 5 per mille può aiutare a recuperare almeno una parte dei fondi che sono stati tagliati negli ultimi anni. Di molte altre organizzazioni autorizzate  formalmente a percepire i nostri soldi (in tutto sono ben 29165) poco è dato sapere. Ci dovrebbe essere un controllo pubblico  sugli enti privati che ricevono il denaro. Essere  "autorizzati" di per sé non garantisce nulla. Informiamoci bene prima di scegliere.

 

E' più buono il caffè?

Il prezzo della tazzina di caffè "made in mae" è aumentato del 10%.  Il valore del cibo della mensa è rimasto a Euro 4,60. I conti non tornano: negli altri Ministeri il buono pasto è a 7,00 Euro. L'Amministrazione nel  silenzio delle altre OOSS continua a non intervenire. Noi non abbiamo dato il nostro consenso agli aumenti dei prezzi nei bar interni e non vorremmo che così si volesse compensare il mancato aumento della mensa.

Intanto, vi sembra che il caffè sia cambiato? Una facile previsione: senza il buono pasto non cambierà neanche la mensa.

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